[Pop Rock] Kaufman – Interstellar College Radio

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[Pop Rock] Kaufman – Interstellar College Radio (2009) Smile Smile Smile – Skeleton Marmalade – Don’t Blame – Empathy – Butterflies – Me And Anie – Bubblegum – Cassandra – Clothes On The Ground – Spidershttp://www.myspace.com/kaufmansoundhttp://www.myspace.com/mizarrecords Si (auto)definiscono college rock, ma la loro musica poggia delle basi fortissime sul sound tipico di quel pop raffinato

[Pop Rock] Kaufman – Interstellar College Radio (2009)

Smile Smile Smile – Skeleton Marmalade – Don’t Blame – Empathy – Butterflies – Me And Anie – Bubblegum – Cassandra – Clothes On The Ground – Spiders

http://www.myspace.com/kaufmansound

http://www.myspace.com/mizarrecords

Si (auto)definiscono college rock, ma la loro musica poggia delle basi fortissime sul sound tipico di quel pop raffinato portato alla ribalta da band come gli R.E.M.. Proprio la band di Michael Stipe è, a conti fatti, la massima influenza del riuscito debutto degli italiani Kaufman, “Interstellar college radio”.

Un artwork curatissimo, al confine tra fotografia e disegno, è il preambolo ad un disco che suona troppo “oltreoceano” per essere stato concepito nel nostro Stivale. Tra i tanti motivi che hanno portato ad un sound così “americano”, anche il mastering curato presso gli Sterling Studio di New York da Chris Gehringer, (breve curriculum: Madonna, Amy Winehouse, Rihanna e Nelly Furtado). Inusuali anche gli arrangiamenti utilizzati: si sentono i già citati R.E.M., al punto che “Empathy” sembra sia stata rubata dal loro repertorio, ma anche quel pop facile “alla O.C.” che tanto spopola tra i giovani statunitensi (un esempio? Death Cab for Cutie). Il risultato sono dieci tracce di ottimo livello, con nessun filler vero e proprio, leggere e ben suonate.

Forse non riusciranno ad avere un grosso successo qui in Italia, troppo sofisticati e curati per un mercato dalla melodia facile e dal ritornello “che resta in testa” (magari in italiano) come quello nostrano. Questi Kaufman però hanno le carte in regola per far sentire la loro voce all’estero, soprattutto nei paesi anglofoni. Glielo auguriamo.

Nicola Lucchetta

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