[Pop Rock] Panic at the disco – Pretty odd (2008)

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  We’re so starving – Nine in the afternoon – She’s a handsome woman – Do you know what I’m seeing? – That green gentlemen (things have changed) – I have friends in holy spaces – Northern downpour – When the day met the night – Pas de cheval – The piano knows something i

 

We’re so starving – Nine in the afternoon – She’s a handsome woman – Do you know what I’m seeing? – That green gentlemen (things have changed) – I have friends in holy spaces – Northern downpour – When the day met the night – Pas de cheval – The piano knows something i don’t know – Behind the sea – Folkin’ around – She had the world – From a mountain in the middle of the cabins – Mad as rabbits

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Etichetta discografica

In anni come questi in cui tutto ciò che è vintage è bello, non stupisce più di tanto un ritorno così grande e sfacciato a sonorità note e ben rodate del passato. Speriamo che i Panic at the disco stiano in qualche modo sondando il terreno per cercare la propria strada, dopo un primo album legato a sonorità emo e ai loro padri putativi Fall out boy, in questo lavoro cambiano decisamente direzione e riscoprono i grandi del rock.
E per fare ciò ci vuole anche un’orchestra, si vola a Londra e si fa una capatina agli Abbey Road Studios, per rendere omaggio ai sempreverdi Beatles, forse la principale fonte d’ispirazione per questo lavoro. Non solo, ma anche gli Smiths ritornano spesso fra le tracce, specie a livello vocale, particolarmente evidente per esempio su “Do you know what I’m seeing”, mentre dal punto di vista compositivo si pesca a piene mani nella scena brit-pop con qualche escursione in ambienti folk.
Confezionano così un disco che da una parte lascia un po’ perplessi, specie per l’effettiva utilità di un’uscita di questo tipo che lascia poco spazio alla personalità, ma dall’altra riesce anche a regalare qualche buon brano leggero e scanzonato che può meritare più di un ascolto, in mezzo ad altri però non sempre all’altezza.

Livio Novara

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