[Pop-Rock] Red Hot Chili Peppers – Stadium Arcadium (2006)

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CD1: Dani California – Snow (Hey Oh) – Charlie – Stadium Arcadium – Hump De Bump – She’s Only 18 – Slow Cheetah – Torture Me – Strip My Mind – Especially In Michigan – Warlocks  – C’mon Girl – Wet Sand – Hey CD2: Desecration Smile – Tell Me Baby – Hard To Concentrate

CD1: Dani California – Snow (Hey Oh) – Charlie – Stadium Arcadium – Hump De Bump – She’s Only 18 – Slow Cheetah – Torture Me – Strip My Mind – Especially In Michigan – Warlocks  – C’mon Girl – Wet Sand – Hey

CD2: Desecration Smile – Tell Me Baby – Hard To Concentrate – 21st Century – She Looks To Me – Readymade – If – Make You Feel Better – Animal Bar – So Much I – Storm In A Teacup – We Believe – Turn It Again – Death Of A Martian

http://www.redhotchilipeppers.com/
http://www.warnerbrosrecords.com/

A quattro anni dall’ultimo album in studio, l’atteso ritorno per il gruppo californiano che, quasi a volersi scusare per la lunga assenza, confeziona un doppio album, ventotto canzoni per oltre due ore di musica, il meglio del materiale dell’iniziale progetto di un triplo cd, poi abbandonato in seguito alle pressioni della casa discografica. Era lecito aspettarsi qualsiasi cosa dopo il mediocre “By the way”, ma evidentemente la lunga pausa è stata propizia per raccogliere un po’ le idee e ritrovare l’ispirazione perduta. La prima cosa che si nota (a parte un lavoro di registrazione e produzione assolutamente eccellenti, grazie anche al solito Rick Rubin) è la grande prestazione di John Frusciante, a fare da ponte tra una sezione ritmica di alto livello, con un Flea in grande spolvero, e la voce e le melodie di Anthony Kiedis, che pur non essendo un virtuoso da questo punto di vista, riesce comunque a risultare convincente. I tanti brani spaziano dalle ballad acustiche, a pezzi più tirati, vicini all’hard-rock, passando per canzoni dal sapore funky, trascinati dall’inossidabile Flea. Tra i migliori pezzi del lotto citiamo sicuramente “Snow (Hey oh)”, direttamente da “Californication”, la title-track “Stadium Arcadium”, “Hump de bump” e l’energica e sferragliante “Torture me”, insieme a “21st century” e “Animal bar”. Dal punto di vista dei difetti quello maggiore sembra essere proprio la lunghezza dell’album, un po’ pesante da ascoltare tutto d’un fiato, insieme anche alla presenza di alcuni riempitivi che potevano essere tranquillamente tralasciati.

L.N.

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