[Post Grunge/Stoner] Hypnotic Hysteria – Feed On Me (2010)

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http://www.myspace.com/hypnotichysteria “Feed On Me” è il titolo del primo disco autoprodotto dagli Hypnotic Hysteria, giovane band di Bergamo. Prima di tutto un plauso va alla qualità della registrazione, veramente di ottima fattura, che non farebbe sfigurare il gruppo a confronto con band più blasonate. Diciamo che il nome della formazione rispecchia perfettamente il sound che


http://www.myspace.com/hypnotichysteria

“Feed On Me” è il titolo del primo disco autoprodotto dagli Hypnotic Hysteria, giovane band di Bergamo.

Prima di tutto un plauso va alla qualità della registrazione, veramente di ottima fattura, che non farebbe sfigurare il gruppo a confronto con band più blasonate. Diciamo che il nome della formazione rispecchia perfettamente il sound che trasuda: un post-grunge ipnotico e malinconico dove voce e chitarre s’intrecciano in trame malate con arpeggi e riff corposi e oscuri. La voce di Ale, il cantante, è asciutta e profonda e non lascia spazio a sbavature; a tratti ricorda nel timbro Chad Kroeger dei Nickelback.
Le trame dei sette brani che compongono il platter dimostrano di saper dosare bene le influenze che animano la band con la propria originalità di stile, ne è di esempio l’aggressiva opener “Inside Your Mouth” o la melodica e introspettiva “New Delhi” e  “I Can’t Hear you”, che verso il finale tocca corde heavy metal stile primi Anathema.
Degna di nota è anche la titletrack dove il sound delle chitarre si avvicina di più allo stoner.
La prolissità dei brani si rivela una soluzione vincente per questa band che riesce a mutare bene le proprie espressioni come nella conclusiva “Indifference” che gioca molto su questa alternanza di parti rabbiose e arpeggi ipnotici e si chiude con un riff malato in levare che rimane in testa. L’eccessivo minutaggio annoia un po’ in “Betray”.

“Feed On Me” non sarà magari il disco dell’anno ma mostra un gruppo che sa giocare bene con la musica che lo nutre e ha con sé spunti di originalità che mi fanno venir voglia di sentire come sarà il seguito.

Renato Ferreri

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