[Post Rock] Serj Tankian – Elect The Dead (2007)

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Empty Walls – Unthinking Majority – Money – Feed Us – Saving Us – Sky Is Over – Baby – Honking Antelope – Lie Lie Lie – Praise the Lord and Pass Ammunition – Beethoven’s C*** – Elect the Dead http://www.serjtankian.com/http://www.warnermusic.it/ Non ci riesco, è tutto inutile. Non posso parlare dei questo disco senza tirare


Empty Walls – Unthinking Majority – Money – Feed Us – Saving Us – Sky Is Over – Baby – Honking Antelope – Lie Lie Lie – Praise the Lord and Pass Ammunition – Beethoven’s C*** – Elect the Dead

http://www.serjtankian.com/
http://www.warnermusic.it/

Non ci riesco, è tutto inutile. Non posso parlare dei questo disco senza tirare in ballo i System Of A Down. La sparo subito, Elect The Dead sta ai SOAD come gli A Perfect Circle stanno ai Tool. Che vuol dire? Vuol dire che il disco solista di Serj Tankian è una versione per famiglie di quanto già proposto dalla sua band madre.
Probabilmente Serj aveva bisogno di sfogarsi, di togliersi di dosso l’ingombrante e dilagante presenza di Daron Malakian (chitarrista dei SOAD) che era arrivato quatto quatto anche a rubargli il microfono. Serj aveva bisogno di cantare, di far sentire la sua voce, declamare i suoi testi. Di farci di nuovo sentire e capire perché gli vogliamo bene.

Elect The Dead è un bel disco, gradevole, con ottimi brani e ritornelli killer. Ma è un disco che non aggiunge assolutamente nulla a quanto già fatto dal nostro. Quello che ascoltiamo è tutto noto, sono i SOAD edulcorati dalle eccessive metallosità, con meno chitarre, senza voci urlate e poche soluzioni schizoidi. La voce di Tankian è regina, ovviamente, ma ci pare anche meno duttile e imprevedibile del passato. Che volete, dai primi della classe si tende a pretendere sempre qualcosa di più!
In conclusione è il caso di essere chiari: i fan dei SOAD dovranno accontentarsi di un disco piacevole quanto inutile, per tutti gli altri, soprattutto per chi non è avvezzo a certe sonorità, questo potrebbe essere invece un disco imperdibile. Immaginate: rock moderno, un velo di punk e qualche soluzione orientaleggiante. Ritmi veloci che si intrecciano a rallentamenti improvvisi e un piano che fa capolino qui e lì. Brani serrati e poetici che ti avvolgono e non ti lasciano andare. Poi c’è la voce di Serj e questa è tutta da scoprire… insomma, una cosa così non l’avete mai sentita.

S.D.N.

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