[Powerpop] The Dead Formats – The Dead …

/5
  [Powerpop] The Dead Formats – The Dead Formats (2009) Again and again – Dirty white shoes – Step it up – One of the faces – Stop talking, start dancing – Wind up http://www.myspace.com/thedeadformatshttp://www.myspace.com/visiblenoiserocks Dopo i Bring Me the Horizon, la Visible Noise sembra aver azzeccato la nuova gallina dalle uova d’oro da “sacrificare”

 

[Powerpop] The Dead Formats – The Dead Formats (2009)

Again and again – Dirty white shoes – Step it up – One of the faces – Stop talking, start dancing – Wind up

http://www.myspace.com/thedeadformats
http://www.myspace.com/visiblenoiserocks

Dopo i Bring Me the Horizon, la Visible Noise sembra aver azzeccato la nuova gallina dalle uova d’oro da “sacrificare” nello showbiz. Con un mini-cd coraggioso, i The Dead Formats, band powerpop di Essex, pubblicano sei pezzi che confermano il fatto che, nel rock, il Regno Unito è avanti anni luce rispetto al resto dell’Europa.

Un mini omonimo che pesca con freschezza e originalità influenze a cavallo tra gli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta. I Clash la fanno da padrone, ma si sente anche il soul, il pop, tanto rock and roll e, in una canzone (“Step it up”, per essere precisi), l’ombra dei Duran Duran è pesantissima. Ad amalgamare il tutto, delle linee vocali che portano queste influenze ai giorni nostri e delle melodie costruite ad hoc per entrare in testa all’ascoltatore e non schiodarsi in più. Certo, non è un lavoro esente da difetti: al contrario di altre band, però, non emerge l’inesperienza e non ci sono veri e propri “errori di gioventù”. A pesare sono alcune linee vocali poco azzeccate e da curare meglio.

Questa band meriterebbe il rispetto incondizionato anche solo per portare, nel 2009, la musica dei Duran Duran senza snaturarla o facendola suonare pacchiana, con risultati positivi per le orecchie dei giovani d’oggi. I The Dead Formats arrivano con un disco riuscito che potrà piacere sicuramente ai giovanissimi (attratti dal look e dalle melodie facili), ma anche a gente un po’ più avanti con gli anni, che sentiranno in questo cd omonimo molta musica che ascoltavano durante l’adolescenza. Infine, questa pubblicazione conferma che tra la scena italiana e quella britannica, in ambito pop-rock, c’è un vero abisso: loro hanno questi The Dead Formats, noi i Finley. Forse forse, son messi meglio loro.

Nicola Lucchetta

Condividi.