[Prog Rock] Karmakanic – Who’s The Boss…

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Send A Message From The Heart – Let In Hollywood – Who’s The Boss In The Factory? – Two Blocks From The Edge – Eternally pt. 1 – Eternally pt. 2Sito ufficiale della bandEtichetta discografica Ho difficoltà a capire dischi simili, Karmakanic è uno dei progetti di Jonas Reingold, bassista dei Flower Kings. Il genere

Send A Message From The Heart – Let In Hollywood – Who’s The Boss In The Factory? – Two Blocks From The Edge – Eternally pt. 1 – Eternally pt. 2

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Etichetta discografica

Ho difficoltà a capire dischi simili, Karmakanic è uno dei progetti di Jonas Reingold, bassista dei Flower Kings. Il genere suonato è rock progressive, senza particolare propensione alla ricerca o all’esplorazione di nuovi linguaggi, suonato alla grande da musicisti più che preparati.

Per farsi un’idea dell’intero lavoro, è sufficiente ascoltare il brano di apertura: inizia in perfetto stile Flower Kings, per poi aggiungere un basso che pare uscito da un disco dei Rush, poi quando pensi che c’è pure qualcosa del primo Ayreon nelle linee di tastiera, ecco che Goran Edman inizia a cantare e ti accorgi improvvisamente che stai ascoltando i Kansas e via così, con un solo di sinth che potrebbe essere stato scritto da Premoli della PFM, aperture pinkfloydiane, citazioni dai Ritual, dagli Arena e cori in perfetto stile Yes e divertissement jazz.

Un disco che risulta piacevolissimo, scorrevole r a tratti anche molto intenso ma che non è altro che una sorta di tributo al rock progressive, i riferimenti ad altri gruppi sono così sfacciati e frequenti che è impossibile parlare di semplici influenze o di citazioni. Who’s The Boss In The Factory è una sorta di Bignami del rock progressive fatto mischiando lo stili di band a volte anche molto diverse fra loro. Se esiste il concetto di ‘plagio stilistico’, Reingold ne è il massimo esperto.

Dischi del genere sono fonte sia di felicità per il neofita che di divertimento per il maniaco del genere. Mentre si ascolta è impossibile non ritrovarsi concentratissimi per individuare i riferimenti e le citazioni dei singoli passaggi. Alla fine, nonostante sfugga l’obbiettivo artistico del tutto, si rimane affascinati da questo assurdo collage… e forse questa è la cosa più importante.

Stefano Di Noi

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