[Prog Rock] Saga – The Human Condition (2009)

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  The Human Condition – Step Inside – Hands Of Time – Avalon – A Number With A Name – Now Is Now – Let It Go – Crown Of Thorns – You Look Good To Me http://sagaontour.moonfruit.com/http://www.insideout.de Tanti colleghi recensori si stanno dilungando sul cambio di cantante, per quanto mi riguarda questo non è

 

The Human Condition – Step Inside – Hands Of Time – Avalon – A Number With A Name – Now Is Now – Let It Go – Crown Of Thorns – You Look Good To Me

http://sagaontour.moonfruit.com/
http://www.insideout.de

Tanti colleghi recensori si stanno dilungando sul cambio di cantante, per quanto mi riguarda questo non è che un dettaglio visti i problemi di cui soffre questo lavoro. Già, problemi… e non tiratemela con la solita solfa della carriera trentennale e le solite scemenze che si dicono in questi casi.
Parliamo del presente, di un gruppo ‘antico’ che non è mai riuscito a diventare grande e i motivi del loro mancato successo sono ben evidenti in questo The Human Condition: la personalità dei Saga è abbastanza inconsistente e, alla fine, sono il classico gruppo pseudo progressive che piace solo a chi il progressive non l’ha mai ascoltato più di tanto.

È tutto chiaro fin dall’apertura, i plagi a Yes e Genesis non si contano e, tanto per peggiorare la questione, si rifà anche il verso a Dream Theater e Fates Warning, come nel brano di apertura dove gli infiniti piri-piri di chitarra e tastiera non richiamano altro che le peggiori masturbazioni di Petrucci e soci, che è come se i Deep Purple si mettessero, ad esempio, a scopiazzare gli Stratovarius…
Come se la mancanza di personalità non bastasse, aggiungiamo pure che il disco suona vecchio, sia per forma che per sostanza. Attenzione, non parliamo di una romantico e fascinoso flavour anni 70, ma dell’ottuso attaccamento a tutti gli anacronistici stereotipi sonori che andavano di moda fra gli 80 e i 90… esattamente come per la copertina.

Vi sconsiglio di perderci tempo e/o denaro nonostante i fan, ovviamente, parleranno di disco del millennio.

Stefano Di Noi

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