[Prog Rock] Unitopia – The Garden (2008)

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CD1: One Day – The Garden – Angeliqua – Here I Am – Amelia’s Dream – I Wish I Could Fly – Inside The PowerCD2: Yourney’s Friend – Give And Take – When I’m Down – This Life – Love Never Ends – So Far Away – Don’t Give Up Love – 321 Sito ufficiale

CD1: One Day – The Garden – Angeliqua – Here I Am – Amelia’s Dream – I Wish I Could Fly – Inside The Power
CD2: Yourney’s Friend – Give And Take – When I’m Down – This Life – Love Never Ends – So Far Away – Don’t Give Up Love – 321

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Musica per sognare, musica atta a sviluppare visioni fantastiche (la splendida copertina rende bene l’idea), per una vasta gamma di emozioni racchiuse in un doppio cd intitolato “The Garden”, la seconda realizzazione in dodici anni di vita e dopo trentasei mesi da “More Than A Dream”.

Gli australiani Unitopia non sono un gruppo che si preoccupa del tempo anzi, quello cercano di rallentarlo attraverso quindici brani dall’alto quoziente intellettivo, un impasto che prende ispirazione dai The Flower Kings ai King Crimson, dai Men At Work ai Genesis, certamente assimilabile al filone revisionista del progressive rock contemporaneo.
Ciò che si percepisce fin dai primi rintocchi, e con molta chiarezza, è una forte sintonia tra i sei elementi che formano gli Unitopia, un ensemble che affida i suoi componimenti oltre che ai canonici quattro strumenti, anche a mandolino, banjo, sassofono, flauto, clarinetto, allentando la pressione di un lavoro ostico, di non immediata fruibilità, ma in grado di restituire suggestioni (con gli interessi) una volta afferrato il suo filo logico.

Sean Timms (intervista) ci ha parlato dettagliatamente del lato nascosto di questo giardino, un sorta di ricerca del mondo perfetto dove convogliare tutte le esperienze positive e dimenticare il male della cultura contemporanea: l’uomo che combatte contro se stesso. Fiore all’occhiello di quest’opera è la title track, ventidue minuti di rara intensità emotiva che raccolgono l’elevato messaggio (musicale e spirituale) degli Unitopia, una serie di accelerazioni e decelerazioni eleganti sull’asse della melodia portante.
Melodia dicevamo; il pallino di un gruppo che non vuole abbandonarsi alla tecnica fine a se stessa, garantendo l’accessibilità del doppio disco ad un numero più elevato di ascoltatori: un esperimento all’avanguardia.

A mo’ di postilla conclusiva, viene spontaneo elogiare l’ennesima scelta felice di Inside Out Music e la costanza di due artisti quali Mark Trueack e Sean Timms: loro sono la dimostrazione vivente che si può scrivere e suonare grande musica nonostante un contratto che ti permette a malapena di soddisfare qualche vizietto. Un lavoro a tempo pieno e una famiglia alle spalle allungano i tempi ma non interrompono una passione sfociata in un doppio compact capolavoro. Se siete già alla ricerca di un regalo di Natale, The Garden fa per voi.

Gaetano Loffredo

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