[Progressive Rock] The Mars Volta – Octahedron

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[Progressive Rock] The Mars Volta – Octahedron (2009) Since We’ve Been Wrong – Teflon – Halo Of Nembutals – With Twilight As My Guide – Cotopaxi – Desperate Graves – Copernicus – Luciforms http://www.themarsvolta.comhttp://www.universalmusic.com I detrattori dei Mars Volta imputano al gruppo fondato dai due ex At The Drive In Omar Rodriguez – Lopez e

[Progressive Rock] The Mars Volta – Octahedron (2009)

Since We’ve Been Wrong – Teflon – Halo Of Nembutals – With Twilight As My Guide – Cotopaxi – Desperate Graves – Copernicus – Luciforms

http://www.themarsvolta.com
http://www.universalmusic.com

I detrattori dei Mars Volta imputano al gruppo fondato dai due ex At The Drive In Omar Rodriguez – Lopez e Cedric Bixler – Zavala due peccati capitali: quello di essere eccessivamente astrusi e cervellotici, e quello di rifarsi troppo spudoratamente al progressive rock dei Settanta. “Octahedron” confermerà il pregiudizio dei sopraccitati riguardo all’ultimo, ma cancella del tutto il primo. Perché questa volta i Nostri hanno deciso di spiazzare tutti e di pubblicare un disco che, rispetto ai loro consueti standard, risulta essere diretto e persino “semplice”. Anzi, per descriverlo potremmo usare l’aggettivo “orecchiabile” e non andremmo molto lontani dal vero.

Si vociferava, addirittura, di un disco acustico: ovviamente non è così, quindi nessuno si aspetti un “unplugged” nel vero senso della parola. Tuttavia molti eccessi d’effettistica sono stati tagliati alla radice (compresi quelli che troppo spesso deturpavano la voce di Zavala), e per “Octahedron” i due leader del gruppo hanno preferito optare per una scrittura musicale più snella e leggera, in grado di dar maggior respiro melodico alle loro composizioni. Un cambiamento di prospettiva che ha pagato, tanto che il nuovo album è probabilmente il migliore dai tempi del folgorante esordio “De – Loused In The Comatorium”.

I punti di partenza rimangono gli stessi di sempre: tanto prog classico, tanta psichedelia, un po’ di fusion e i King Crimson costantemente a far capolino dietro l’angolo. Quello che è mutato è l’interpretazione che i Mars Volta hanno dato di questi artisti, privilegiandone i momenti più soffici e sognanti, liquidi e visionari. “Since We’ve Been Wrong” è già un ottimo biglietto da visita: su di un crescendo condotto dalla chitarra acustica si staglia la voce pura di Zavala (sensibilmente migliorata), prima che tutto sfumi in un tripudio di tastiere analogiche. Tastiere (in particolare mellotron e organo hammond) che svolgeranno un ruolo fondamentale in tutto l’album, dispiegandosi in volute sonore morbide e soffuse: così accade nella splendida ballad “With Twilight As My Guide”, una delle migliori composizioni mai scritte dalla band texana, che ricorda certi fumi lisergici degni dei primi Pink Floyd, oppure le canzoni più romantiche e oniriche di King Crimson e Van Der Graaf Generator. Non mancano momenti più rock e maggiormente intricati, ma anche in questo caso il rischio d’involversi in strutture forzatamente arzigogolate viene evitato, e a prevalere è sempre la comunicatività emotiva rispetto al puro gioco intellettuale: “Cotopaxi” profuma di rock Seventies (Led Zeppelin), mentre la conclusiva “Lucifroms” scivola lenta e sinuosa per poi trasformarsi in una cavalcata a metà strada fra hard blues (per le distorsioni della chitarra) e progressive jazzato (per la struttura armonica).

Una bella sorpresa “Octahedron”, conferma di un gruppo che dopo il clamoroso scivolone di “Amputechture” (il peggio del virtuosismo fine a se stesso) sta ritrovando stile e comunicatività. Soprattutto, che ha capito di non essere compagine rivoluzionaria, ma di avere comunque un’innata dote per lo sviluppo armonico – melodico della forma canzone, e che ha finalmente deciso di sfruttare appieno questa abilità.
 
Stefano Masnaghetti

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