[Punk Rock] Rancid – Let The Dominoes Fall (2009)

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East bay night – This place – Up to no good – Last one to die – Disconnected – I ain’t worried – Damnation – New Orleans – Civilian ways – The bravest kids – Skull city – L.A. River – Lulu –  Dominoes Fall – Liberty and freedom – You want it, you got


East bay night – This place – Up to no good – Last one to die – Disconnected – I ain’t worried – Damnation – New Orleans – Civilian ways – The bravest kids – Skull city – L.A. River – Lulu –  Dominoes Fall – Liberty and freedom – You want it, you got it – Locomotive – That’s just the way it is now – The highway

http://www.rancidrancid.com
http://www.hell-cat.com

Sei lunghi anni dal precedente e controverso “Indestructible”, sei anni tra side project, cambi di formazione, problemi personali, ma finalmente il nuovo lavoro dei punk-rocker californiani è pronto.
Senza troppi giri di parole, possiamo tirare tutti un sospiro di sollievo, i Rancid possono ancora essere considerati come una grande band in attività e non solo come coloro che nel 1995 diedero una bella scossa alla scena punk-rock con quel gioiellino di “…And out come the wolves”. Certo, gli anni passano per tutti, ma quello che traspare è che la voglia di suonare e fare casino resta immutata e questa energia positiva si avverte bene tra le solite innumerevoli tracce del disco.
Musicalmente non è mai stata un mistero la loro devozione nei confronti dei Clash, “I ain’t worried” potrebbe essere quasi considerata un tributo a “The guns of Brixton”, ma non solo, la band del compianto Joe Strummer ritorna spesso, specie nei brani più tirati. Oltre a ciò l’amore per lo ska e il reggae continua a farsi sentire, “Up to no good” forse aspira a diventare la nuova “Time bomb”, mentre echi dell’Iguana Iggy Pop si rincorrono tra suggestioni country-western su “Civilian ways”, insieme ad una “L.A. river” che non ti aspetti, una cavalcata punkabilly che vi costringerà ad alzare le cornine al cielo o alternativamente, pogare contro il muro più vicino, come suggerivano i cari vecchi Fichissimi.
Fermo restando che la prima parte della loro carriera è di tutt’altro peso, non si può negare che faccia piacere risentirli e risentire un rinnovato entusiasmo in un lavoro che riesce ad essere di buona compagnia, speriamo solo di non aspettare altri sei anni per il prossimo.

Livio Novara

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