Queens Of The Stone Age …Like Clockwork

2/5
“Tanto tuonò che piovve“, “Alla fine la montagna partorì il topolino” e chi più ne ha più ne metta. Questo per dire solo una cosa: che il ritorno dei Queens Of The Stone Age, investito del titolo di “disco più bello del 2013” ancora prima di trovare spazio nei negozi, alla fine è una mestierata

Tanto tuonò che piovve“, “Alla fine la montagna partorì il topolino” e chi più ne ha più ne metta. Questo per dire solo una cosa: che il ritorno dei Queens Of The Stone Age, investito del titolo di “disco più bello del 2013” ancora prima di trovare spazio nei negozi, alla fine è una mestierata di quelle fin troppo sfacciate. Non basta infatti un parterre di ospiti di primissimo livello (citiamo solo i più importanti: Dave Grohl, Nick Oliveri, Mark Lanegan, Trent Reznor, Alex Turner degli Arctic Monkeys, Elton John) per fare un disco della madonna, se poi i pezzi scritti sono sufficienti e niente di più.

A fronte di veri e propri capolavori come My God Is The Sun (non a caso scelta tra i brani di lancio), Fairweather Friends (brano nel quale sono presenti Dave Grohl ed Elton John) e I Sat By The Ocean, il resto è una collezione di buone idee semplicemente abbozzate. L’inizio pulsante di Keep Your Eyes Peeled, il ritornello di If I Had A Tail e il giro portante di Smooth Sailing, con l’ultimo che alla lunga risulta soporifero, non bastano per compensare un disco che molto spesso vola basso e, soprattutto nelle due tracce finali (I Appear Missing, titolo non scelto a caso, e la title track), sembra aver perso la bussola.

Fosse stato inciso da un altro gruppo, ..Like Clockwork avrebbe meritato almeno un punto di più nel voto finale. Ma da un genio come Josh Homme, peraltro aiutato da una serie di ospiti di livello mondiale, era il minimo aspettarsi un livello qualitativo nettamente migliore. Sarà la moda del momento elogiare a priori i Queens Of The Stone Age, ma la realtà dei fatti porta ad affermare che sia lecito parlare di più cocente delusione del 2013.

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