Rancid – …Honor Is All We Know

rancid-honor-is-all-we-know-recensione 3.5/5
Dopo una lunga attesa, "...Honor Is All We Know" è finalmente uscito, e i Rancid sono tornati. Accendete lo stereo, e preparatevi a una buona dose di punk rock.

Sono stato via per troppo tempo, ma ora sono tornato al posto a cui appartengo”: un estratto da “Back Where I Belong”, la traccia che apre il nuovo disco dei Rancid, che sembra rispondere indirettamente ai fan che dal 2009 aspettavano un seguito a “Let The Dominoes Fall”. “…Honor Is All We Know” era già stato annunciato nel 2011, ma i lunghi periodo di tour, i progetti personali dei membri della band, e il nuovo materiale che continuavano a scrivere ha fatto slittare l’uscita fino ad ora.

La punk rock band di Berkeley ci consegna un LP niente male, punk fin dalla tracklist: quattordici tracce per un totale di 33 minuti, un nuovo record di sintesi per la band. I pezzi sono diretti, coinvolgenti, il genere di musica che potresti ascoltare in un pub come su un enorme palco. A produrre il disco è un’altra stella della scena californiana: Brett Gurewitz, chitarrista dei Bad Religion nonché proprietario dell’etichetta discografica Epitaph Records. “Raise Your Fist” si apre con un gran giro di basso, ed è subito un possibile inno: “Alza il tuo pugno / contro il potere!”. Le chitarre di “Collision Course” si spingono verso i territori del rockabilly, e amalgamandosi al resto della canzone danno un interessante tocco di psychobilly. “Evil’s My Friend” invece esplora sonorità più vicine al reggae, o meglio alla sua incarnazione nella tradizione punk, e non si può non pensare ai pionieri di questo felice connubio: i Clash. “Honor Is All We Know” ritorna sullo stile più classico della band, mentre la traccia più originale a livello stilistico è “Everybody’s Sufferin’”, che riprende la succitata tradizione di vicinanza tra il reggae/ska e il punk, esplorando però questa volta più il primo che il secondo. In generale, la voce di Tim Armostrong è sempre graffiante, adatta a questo genere, e le ritmiche sono sempre molto energiche e trascinanti.

Insomma, cinque anni di attesa sono anche troppi, ma forse i fan li dimenticheranno facilmente appena metteranno “…Honor Is All We Know” nello stereo. Se i Rancid hanno segnato la scena musicale degli anni ’90 una ragione ci sarà, e la carica, anche con qualche anno in più sulle spalle, ancora c’è.


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