Rats Metafisico Equivoco

Rats Metafisico Equivoco Recensione 3.5/5
Diciassette anni, questo il tempo che i fan dei Rats hanno dovuto attendere per avere finalmente fra le mani un nuovo lavoro della band. Diciassette anni sono lunghi, i tre hanno intrapreso percorsi personali molto differenti, e quindi viene subito da chiedersi cosa sarà venuto fuori da una reunion avvenuta dopo tutto questo tempo. Eppure

Diciassette anni, questo il tempo che i fan dei Rats hanno dovuto attendere per avere finalmente fra le mani un nuovo lavoro della band. Diciassette anni sono lunghi, i tre hanno intrapreso percorsi personali molto differenti, e quindi viene subito da chiedersi cosa sarà venuto fuori da una reunion avvenuta dopo tutto questo tempo. Eppure basta mettere nello stereo questo nuovo dischetto per capire che il rock and roll può davvero tutto, e in questo caso ha saputo fermare il trascorrere degli anni, rendendo quasi due decenni un piccolo salto temporale, tanto che pare di trovarsi ancora nel 1995.

Quattro pezzi compongono questo EP intitolato “Metafisico equivoco”, quattro pezzi freschi, grintosi, belli…belli veramente, belli da commuoversi, pensando soprattutto a ciò che fu. Ci si rende conto, così, che le nuove canzoni rappresentato la naturale evoluzione di “La vertigine del mondo”.

Si tratta di brani immediati e diretti, scritti nel puro spirito rock’n’roll, ma allo stesso tempo ricchi di spessore e significato. I tre ratti sono cresciuti, sono maturi e la maturità, sia personale che artistica, si percepisce eccome, ed insieme ad essa si riconosce inalterata  la sana voglia di salire su un palco e spaccare, di divertisti e far divertire il pubblico.

Insomma, gli indiani padani non sono più dei ragazzini, ma sono rimasti i tre cazzoni di una volta, e vogliono farci capire che la vecchia guardia c’è ancora e che i giovani avranno del bel filo da torcere, ora che loro sono di nuovo on the road.

Tutti pronti dunque, perché le danze sono aperte e il party sta per cominciare. Rats n’roll.

Corrado Riva


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