[Renaissance Rock/Folk] Blackmore’s Night – … (2008)

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  [Renaissance Rock/Folk] Blackmore’s Night – Secret Voyage (2008)  God Save The Keg, Locked Within The Crystal Ball, Gilded Cage, Toast To Tomorrow, Prince Waldeck’s Galliard, Rainbow Eyes, The Circle, Sister Gypsy, Can’t Help Falling In Love, Peasant’s Promise, Far Far Away, Empty Words http://www.blackmoresnight.com/http://www.spv.de/ Allorché ebbi l’alto onore di ascoltare Vostra Maestà durante l’esecuzione

 

[Renaissance Rock/Folk] Blackmore’s Night – Secret Voyage (2008) 

God Save The Keg, Locked Within The Crystal Ball, Gilded Cage, Toast To Tomorrow, Prince Waldeck’s Galliard, Rainbow Eyes, The Circle, Sister Gypsy, Can’t Help Falling In Love, Peasant’s Promise, Far Far Away, Empty Words

http://www.blackmoresnight.com/
http://www.spv.de/

Allorché ebbi l’alto onore di ascoltare Vostra Maestà durante l’esecuzione dell’antico canto, fui testimonio dell’ardore con cui lo insegnava, e della cura attraverso la quale l’illustre ingegnoso dello strumento raccontava quel secolo…

Ritchie Blackmore e Candice Night sono tornati a due anni di distanza dallo splendido The Village Lanterne realizzando un disco, udite udite, all’insegna del medioevo, evitando di inciampare nel classico errore del gruppo compiuto ed appagato, il gruppo che si lascia andare in facili modernismi una volta raggiunto il successo in termini commerciali.
Non ci sono cover di Rainbow e Deep Purple che tengano, non importa se ci sono musicisti che vengono e musicisti che vanno, non esistono influenze negative da parte di etichette e di promotori: conta soltanto la musica e la passione per i tempi antichi, la chitarra acustica di Ritchie Blackmore e il canto soave di Candice Night, poesia e dedizione, tutte le caratteristiche di un disco, Secret Voyage, che rilancia nuovamente i Blackmore’s Night e che supera di gran lunga tutte le attese e le aspettative riversate sul nuovo scrigno platinato.

Qualcuno di voi ricorderà i bei tempi passati con la compagnia di menestrelli, immersi in un anfratto delle verdeggianti regioni tedesche, ai piedi dei castelli rinascimentali, nei sobborghi medievali, nelle suggestive corti, all’interno dei teatri italiani, nei luoghi che ognuno di noi ha già sognato da bambino, quei luoghi che ritornano prepotentemente alla ribalta con l’aiuto di brani estratti dai cinque capolavori più uno, quello di oggi, e se vogliamo il più antico di tutti.
Pazienza se dovremo rassegnarci alla mancanza delle sorelle Posner, Lady Nancy e Lady Madeline, pazienza se Sir Robert Of Normandie ha lasciato nel momento migliore per dedicarsi alla famiglia, diamo piuttosto il nostro benvenuto a Gypsy Rose (finalmente è tornato il violino) e al polistrumentista Earl Grey of Chamay, due splendide promesse, due grandi scoperte. Passiamo alla rassegna del viaggio segreto, punto per punto…

SECRET VOYAGE

God Save The Keg: introduzione micidiale, forse la migliore di sempre targata Blackmore & Night, tre minuti di magia allo stato puro che riscaldano il cuore fino all’apogeo gregoriano di Stella Splendens, melodia che esalta gli otto minuti del brano di apertura.

Locked Within The Crystal Ball: eccolo qui in tutto il suo splendore. Il nuovo gioiello dei menestrelli è impreziosito da un solitario che pochi di noi avrebbero sperato di vedere, di ascoltare, una traversata epica impostata da Candice e rifinita dalla Fender Stratocaster di Ritchie. Tutto il brano gira attorno alla melodia di Stella Splendens, suonata con chitarre acustiche, elettriche, hurdy & gurdy, flauti: otto minuti infiniti, come il piacere di riascoltarlo giorno dopo giorno.

Gilded Cage: il violino prende il sopravvento, spicca il volo sul resto degli strumenti dopo un intermezzo acustico da brividi targato Blackmore, canticchiate “O sole Mio” sulla prima strofa, non dimenticherete mai il ritornello. Gilded Cage è un pezzo che prende forma e colore alla lunga, qualche ascolto in più del solito e non potrete farne a meno.

Toast To Tomorrow: sorpresa delle sorprese. Chi si aspettava la nuova Home Again o il bis di Olde Mill Inn non resterà deluso, bensì stupito dalla melodia tradizionale proveniente dalla Russia e dal refrain scanzonato di Toast To Tomorrow. E Candice pare divertirsi come non mai sulle note di questo inno alla vita.

Prince Waldeck’s Galliard: dalla Russia contemporanea al medioevo centro europeo. Prince Waldeck’s Galliard è un componimento strumentale che accarezza l’indimenticabile Minstrel Hall. In un’ipotetica top-five posizionerei questa gemma al terzo posto dopo l’inarrivabile stanza del menestrello e dopo Beyond the Sunset… poco più in là, e in ordine sparso, Memmingen, Nur Eine Minute, Durch den Wald zum Bachhaus, Catherine Howard’s Fate e Winter (Basse Dance). Dedicata a un castello tedesco e alla storia del suo principe.

Rainbow Eyes: il brano dei Rainbow era una richiesta costante dei fan di tutto il mondo e i Blackmore’s Night ci hanno accontentati arrangiando il pezzo a loro modo e trasformandolo in una canzone adatta ai vecchi e ai nuovi sostenitori. Il protagonista, neanche a dirlo, è Ritchie Blackmore che rispolvera uno dei suoi capolavori e lo forgia a sua immagine e somiglianza… quella odierna naturalmente.

The Circle: da qui in poi si torna ancor più indietro nel tempo, dimenticate rinascimento, strutture e fonemi della nostra epoca (con un paio di eccezioni), ci aspetta un lungo salto nel medioevo.
The Circle ha un taglio melodico tipico del Mittelalter rock, e il giro degli strumenti a fiato rapirà la vostra attenzione fino al momento del coro evocativo a centro brano. Come da prassi Blackmoresnightiana, la strofa finale è alzata di tono per dare più incisività, vigore e intensità.

Sister Gypsy: ancora medioevo, ancora il violino di Gypsy Rose per un pezzo che pare sia stato scritto per la nuova arrivata. Fiabe e sortilegi si incontrano in un titolo che porterete dentro di voi sino al calar della luna, immersi in uno di quei luoghi che vi accennavo poco fa, nel verde dei boschi che vi circondano e accanto ai suoni della natura. Lasciatevi cullare.

Can’t Help Falling In Love: i Blackmore’s Night amano sorprenderci come sapete, non solo abbozzando una spensierata Toast To Tomorrow in questo caso, ma omaggiando Elvis Presley con una cover che ha tutte le carte in regola per accontentare ognuno di noi. Allietatevi col nuovo arrangiamento e “aiutate” Candice a portare fino in fondo un pezzo che è un ritornello lungo due minuti e mezzo.

Peasant Promise: confesso che ho un debole per Peasant Promise, e ne avranno tutti coloro che amano il fantasy e il medioevo, sempre lui. Percussioni ridondanti dopo l’apertura eterea di Candice, alternati agli strumenti a corda e a fiato per un brano che si adatterebbe facilmente come colonna sonora di un film di Conan. Se i giochi di ruolo e il Signore degli Anelli sono la vostra passione, fate tornare in vita tutti i personaggi con Peasant Promise.

Far Far Away: la fase finale del disco ci presenta due delle canzoni più belle di sempre. Far Far Away, come intuirete dal titolo, è un pezzo che riporta all’antico splendore le fiabe, noi ci ricordiamo quelle dei fratelli Grimm, quelle di Collodi, quelle di Charles Perrault, favole che sembrano incrociarsi nel regno di Molto Molto Lontano: magari riuscirete a scorgere anche l’ombra dell’orco Shrek, e probabilmente è qui che sottrarrete la sfera di cristallo alla Regina Grimhilde.

Empty Words: riuscirete a non versare una lacrima sulle note di Empty Words? L’epilogo di Secret Voyage è una melanconica ripresa dell’introduzione del disco, God Save The Keg, e il se tenero canto di Candice cercherà di sciogliervi tra il tepore della principesca melodia, l’improvvisazione acustica (perché sono convinto che di improvvisazione si tratta) di Ritchie Blackmore vi condurrà definitivamente nella dimensione parallela attorno al quale gravita il disegno di un disco da sogno. Bentornati menestrelli.

Impensabile non consigliare un disco come questo ai “deboli di cuore”, a voi, che attraverso la musica amate spaziare fino a superare i confini della fantasia.
Secret Voyage è un disco che non mancherà di deliziare i conoscitori ma che troverà nuovo sfogo nei fortunati che incapperanno nel suo sentiero.

Noi di OUTune.net ammiriamo e incoraggiamo la volontà dimostrata in questi anni dai paladini del Renaissance Rock, che perseguono con determinazione sulla via della magia. I Blackmore’s Night sono meritatamente seduti sul trono di un regno che auguro prospero per l’intero panorama musicale, una formula antica e una guida per dar corpo al desiderio di tornare indietro nel tempo. E riescono nell’impresa. Siano sempre lodati.

Gaetano Loffredo

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