Roam Inside Roam Inside

Roam Inside Roam Inside 3.5/5
Vincitori della Bagana Battle of the Bands 2011, i ragazzi dei Roam Inside sfoderano il loro disco di debutto e lo fanno in grande stile. Un rock alternativo, robusto e ricco di carattere, con richiami un po’ al grunge, un po’ al metal. Si sentono echi delle sonorità post-grunge degli Alter Bridge, e qua e

Vincitori della Bagana Battle of the Bands 2011, i ragazzi dei Roam Inside sfoderano il loro disco di debutto e lo fanno in grande stile. Un rock alternativo, robusto e ricco di carattere, con richiami un po’ al grunge, un po’ al metal. Si sentono echi delle sonorità post-grunge degli Alter Bridge, e qua e là una strizzata d’occhio ai Nickelback. Ma al di là dei paragoni, delle etichette e delle inevitabili influenze che in ogni gruppo non si può fare a meno di trovare, dobbiamo dire che l’omonimo disco d’esordio dei Roam Inside ha un carattere tutto suo, la band ha una personalità e una presenza ottime, e i pezzi hanno tiro e sanno imprimersi nella testa dell’ascoltatore in poco tempo. E così, dall’opener “Anxiety” alle successive “Under my skin” e “Greater than me“, passando per l’episodio più melodico “Far“, tornando all’aggressiva “Crawl“, i Nostri ci accompagnano egregiamente per 40 minuti sino alla conclusiva ballatona “Bunden“, il tutto senza un episodio noioso, senza un filler o un brano buttato lì “tanto per allungare il brodo”.

Un esordio col botto, da parte di una band che mette subito sul tavolo tutte le carte e che vuole far capire che la vittoria della Battle of the Band è solo l’inizio, e che l’intenzione di far ancora parlare di sé c’è tutta. Noi non possiamo che augurare a questi ragazzi un grosso in bocca al lupo, voi dategli una possibilità, ne uscirete soddisfatti.

Corrado Riva


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