[Rock] Chris Cornell – Carry On (2007)

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No such thing – Poison eye – Arms around your love – Safe and sound – She’ll never be your man – Ghosts – Killing birds – Billie Jean – Scar on the sky – Your soul today – Finally forever – Silence the voices – Disappearing act – You know my name – Today


No such thing – Poison eye – Arms around your love – Safe and sound – She’ll never be your man – Ghosts – Killing birds – Billie Jean – Scar on the sky – Your soul today – Finally forever – Silence the voices – Disappearing act – You know my name – Today

www.chriscornell.com
http://www.interscope.com

Defunto il secondo gruppo importante della sua carriera, Chris Cornell si presenta con il suo secondo album da solista.
Così come alla fine dei Soungarden era seguito il leggero e radiofonico ‘Euphoria Morning’, alla fine degli Audioslave segue questo corposo ‘Carry On’. Il disco risulta un po’ più graffiante del precedente lavoro solista, soprattutto nella parte iniziale (‘No Such Thing’ è costruita su un bel riff di chitarra) ma in generale anche qui prevale un rock radiofonico tipicamente americano (‘Your Soul Today’).

Nella seconda parte del disco si concentrano i tentativi di lentone che risultano piuttosto fuori fuoco, ed è impossibile sentire la voce di Cornell su un pezzo lento senza fare paragoni, giocoforza perdenti, con ‘Black Hole Sun'; certo ‘Finally Forever’ è proprio bruttina anche presa da sola. La stralunata ‘Scar On The Sky’ è sicuramente migliore, ma l’accumularsi di pezzi lenti nella seconda metà, unita al numero consistente di brani totali, rende un’impresa difficile ascoltare con attenzione il disco intero, che tende a scivolare innocuamente nel sottofondo, risollevato nel finale dalla patinata ‘You know my name’, tema portante dell’ultimo 007.
Eccellente invece la cover sofferta di ‘Billy Jean’ di Michael Jackson, completamente stravolta ed assolutamente convincente. Il limite del lavoro sta principalmente nel songwriting: mancano canzoni incisive che permettano a questo album di scalare le classifiche (fine evidente del cantante), e il fatto che proprio ‘Billy Jean’ svetti per presa melodica sul resto del lotto da la misura che qualcosa manca.

In ogni caso un buon prodotto, con una voce capace come sempre di emozionare, ma questo da solo non è sufficiente. Nonostante le velleità cantautorali Cornell si trova decisamente più a suo agio a comporre brani rock e aggressivi, e ci auguriamo che in futuro scelga di concentrarsi maggiormente su questi.

S.R.

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