[Rock] Meat Loaf – Bat Out Of Hell III (2006)

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The Monster Is Loose – Blind As a Bat – It’s All Coming Back To Me Now – Bad For Good – Cry Over Me – In The Land of the Pig, The Butcher Is King – Monstro – Alive – If God Could Talk – If It Ain’t Broke Break It – What About

The Monster Is Loose – Blind As a Bat – It’s All Coming Back To Me Now – Bad For Good – Cry Over Me – In The Land of the Pig, The Butcher Is King – Monstro – Alive – If God Could Talk – If It Ain’t Broke Break It – What About Love – Seize the Night – The Future Ain’t What It Used To Be – Cry To Heaven

http://www.meatloaf.net/
http://www.virginrecords.com/

Sono passati 16 anni dal secondo capitolo della saga più venduta della storia del rock, ma vale sempre la pena di aspettare tutti questi anni. Meatloaf e Jim Steinman tornano in grande stile per quello che sembra essere l’epilogo della trilogia iniziata nel 1977, coadiuvati da un team d’eccezione composto, tra gli altri, da Desmond Child (autentico uomo-hit), Nikki Sixx, Todd Rundgren, Steve Vai e il grande Brian May. Bastano questi nomi per capire la portata di un album epico, maestoso e pervaso di una teatralità che sembra portarlo dritto verso una trasposizione futura in musical. L’inizio è travolgente: “The Monster Is Loose”, firmata Nikki Sixx, starebbe benissimo nel primo Bat e la voce di Meat Loaf sembra non cedere mai al passare del tempo. “Blind As a Bat” è la prima grande sorpresa: ballata energica, con continui cambi di tempo ed un ritornello che non si scorda più; di seguito “It’s All Coming Back To Me Now” che, con “Cry Over Me”, rappresenta il lato più AOR, quello che  strizza l’occhio alle radio, soprattutto a quelle d’oltreoceano. Da qui in poi l’album alterna pezzi più ritmati ad altri più riflessivi ed evocativi, a seconda degli eventi raccontati nella storia e scorre senza cali fino all’epilogo. Tra i momenti più esaltanti gli assoli di Steve Vai in “In The Land of the Pig, The Butcher Is King” e del compagno d’avventure Eric Sardinas e lo splendido interludio di “Mostro”, che farà venire i brividi a Joey De Majo. Difficile indicare il pezzo migliore, visto il numero di potenziali hit, ma se si dovesse scegliere, la preferenza andrebbe a “Bad For Good”, soprattutto per la lezione di stile, gusto e maestosità di Mr Brian May. Uno dei primi cinque album di questo 2006.

L.G.

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