[Rock] Millencolin – Machine 15 (2008)

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Machine 15 – Done Is Done – Detox – Vicious Circle – Broken World – Come On – Centerpiece -Who’s Laughing Now – Brand New Game – Ducks & Drakes – Turnkey Paradise – Route One – Danger For Stranger – Saved By Hell – End Piece www.millencolin.com www.epitaph.com Ne è passata di acqua sotto


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Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando i quattro svedesi erano riusciti a ritagliarsi un importante spazio all’interno dell’ondata punk di metà anni novanta, con il loro “softcore” irriverente e assolutamente trascinante, debitore sì della scuola californiana, ma con una forte personalità, che si può ancora apprezzare in quei piccoli capolavori che sono “Same old tunes” e “Life on a plate”; ma poi si cambia, si abbandonano le ritmiche serratissime, si perdono le influenze ska e si cerca un approccio diverso portando avanti un discorso più legato al rock in senso lato, con alterne fortune.

Per questo settimo album ci si distacca ulteriormente dal precedente “Kingwood”, più ruvido e graffiante, in favore di un sound più ricercato e vicino per sonorità all’alternative rock di stampo britannico, fatto da chitarre nel complesso meno aggressive e più dinamiche, con quel suono vintage tanto di moda. In tutto ciò però l’album è lontano dall’essere convincente, certo l’apertura è in grande stile e fa ben sperare, ma già dopo qualche pezzo ci si chiede dove vogliano andare a parare e il tasto skip del telecomando sembra guardarvi con insolita insistenza. Peccato.

L.N.

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