[Rock] Nickelback – Dark Horse (2008)

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Something In Your Mouth – Burn It To The Ground – Gotta Be Somebody – I’d Come For You – Next Go Round –   Just To Get High – Never Gonna Be Alone – Shakin’ Hands – S.E.X. – If Today Was Your Last Day – This  Afternoon Sito ufficiale della band Etichetta discografica Non

Something In Your Mouth – Burn It To The Ground – Gotta Be Somebody – I’d Come For You – Next Go Round –   Just To Get High – Never Gonna Be Alone – Shakin’ Hands – S.E.X. – If Today Was Your Last Day – This  Afternoon

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

Non era facile comportarsi bene dopo il successo planetario di “All The Right Reasons“, lavoro uscito nel  2005 (una delle prime recensioni apparse su Outune tra l’altro, ndr) che  scrisse definitivamente il loro nome tra i grandissimi della scena rock contemporanea mainstream.
Il primo singolo “Gotta Be Somebody” non era esattamente un pezzo da stracciarsi le vesti, gradevole ma  abbastanza prevedibile; già la stampa ‘specializzata’ consumava parole e inchiostro per condannare la band  colpevole di un infighettamento eccessivo, ascoltabile anche in termini di produzione, nel lavoro  post-consacrazione.

E invece per l’ennesima volta Chad Kroeger e compagni hanno piantato un cartone in faccia all’ascoltatore  non appena “Dark Horse” comincia a galoppare. L’opener è uno dei pezzi più “glam” mai scritti dai  Nickelback (per lo meno a livello di testo, sconcissimo) e la seguente “Burn It To The Ground” è un brano  tamarro come pochi altri, con tanto di mega chorus da far uscire dai finestrini della macchina in  qualsiasi situazione a volume improponibile.
Dopo il già citato singolo che calma la cavalcata, arriva il noioso dressage con il classico lento che  farà piacere a chi ama il lato più pop dei Nostri e che deluderà chi ancora cerca una nuova “Someday” o  ancor più una “How You Remind Me” nel 2008 senza rendersi conto che il gruppo ha già scritte. “I’d Come  For You” oltretutto è vagamente (sottolineamolo, vagamente) ispirata a una certa “I’ll Be There For You”  di Jon Bon Jovi.
Arriviamo quindi ai momenti più tirati del platter, “Next Go Round” è una “Animals” ancora più cattiva  mentre “Just To Get High” si colloca tra i momenti migliori del cd: emozionante, ritmata e coinvolgente.  Un altro momento calmo su “Never Gonna Be Alone”, per godersi poi il country elettrico di “Shakin’ Hands”  (parente diretta di “Follow You Home”) e la perfetta “S.E.X.”, connubbio impeccabile di pop e hard rock  mischiati a regola d’arte. “If Today Was Your Last Day” è una ballad più impegnata delle precedenti mentre  “This Afternoon” è la conclusione caciarona e da bar che ci si aspetta dai ragazzi canadesi sull’onda  della celeberrima “Rockstar” di tre anni fa e della bellissima, ma sottovalutata, “Good Times Gone” del  2001.

Nonostante un paio di momenti scontati e poco ispirati, “Dark Horse” dei Nickelback combatterà fino  all’ultimo tra gli album destinati alla classifica “Disco dell’anno”. Potente, provocatorio, eccessivo e  dolce quando serve: altro centro impeccabile per una band che insieme ai Foo Fighters rappresenta  attualmente la massima espressione del Rock disponibile sul mercato internazionale.

 

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