[Rock] Omar Pedrini – La Capanna dello Zio Rock (2010)

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http://www.myspace.com/omarpedrinihttp://www.carosellorecords.com/carosello2010/default.asp I best of…uff. Raccogliere i migliori successi, spesso non accontentare mai nessuno, presentarsi ai nuovi fan e tentare i vecchi con l’effetto nostalgia. Cosa manca? Ah sì, due scarti spacciati per inediti e magari una cover, giusto per strizzare ancora di più l’occhiolino a chi non ti filerebbe nemmeno di striscio. Questo è tutto


http://www.myspace.com/omarpedrini
http://www.carosellorecords.com/carosello2010/default.asp

I best of…uff. Raccogliere i migliori successi, spesso non accontentare mai nessuno, presentarsi ai nuovi fan e tentare i vecchi con l’effetto nostalgia. Cosa manca? Ah sì, due scarti spacciati per inediti e magari una cover, giusto per strizzare ancora di più l’occhiolino a chi non ti filerebbe nemmeno di striscio.

Questo è tutto ciò che NON c’è in “La Capanna dello Zio Rock”, album di 18 brani che ripercorre la carriera solista e non dell’ex leader dei Timoria. Da “El Topo” a “Viaggio Senza Vento”, passando per “Pane Burro e Medicine”, fino ai successi di critica come “Lavoro Inutile” o cinematografici come “il Figlio del Vento”, Omar reincide e riarrangia tutti i brani, inclusi quelli ostici interpretati dal “belcanto” di Renga, ovvero l’anima bianca dei Timoria contrapposta a quella nera del chitarrista più enologo d’Italia. Sentire “sono qui e dentro me…sangue impazzito che…” uscire dalla gola bruciata e grezza di Omar dà un effetto unico, non lascia spazio a rimpianti e spinge a continuare il viaggio. Da buon appassionato di vini Omar Pedrini sceglie i migliori chicchi delle migliori annate, senza troppo soffermarsi su quali singoli abbiano venduto di più. Ecco così che per i fan meno appassionati sbucano perciò segreti bellissimi come “Luly” e soprattutto “La Follia”, autentica gemma che vale da sola l’acquisto del disco, canzone inizialmente scritta per Vasco Rossi e fortunatamente restata in possesso della sincerità e originalità del suo autore. Non se ne abbiano a male i due inediti “Zio Rock” e “Il Figlio del Vento” se nulla di loro è ancora stato detto: due brani validi e ben fatti, che si incastrano perfettamente nello spirito del Pedrini di oggi. In particolare “Zio Rock”, opener del disco, è perfetta per un video spiritoso e divertente che speriamo non tardi ad arrivare. Numerosi anche gli ospiti, uno su tutti Morgan che duetta con l’amico in “Mandami un messaggio” ed Enrico Ghedi, tastierista dei Timoria che furono che suona su tre brani.

In sintesi “La Capanna dello Zio Rock” è una capanna accogliente, piccola, legata ai ricordi con uno sguardo verso il domani.

L’onesto e sorridente Omar di oggi riesce a non farci piangere sul vino versato nel suo glorioso passato.

Riccardo Canato

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