[Rock] The Gathering – The West Pole (2009)

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  When Trust Becomes Sound – Treasure – All You Are – The West Pole – No Bird Call – Capital Of Nowhere – You Promised Me A Symphony – Pale Traces – No One Spoke – Constant Run http://www.gathering.nl/http://www.myspace.com/andromedadischi Cambiare un elemento di un gruppo è sempre un momento di svolta. Più un musicista

 

When Trust Becomes Sound – Treasure – All You Are – The West Pole – No Bird Call – Capital Of Nowhere – You Promised Me A Symphony – Pale Traces – No One Spoke – Constant Run

http://www.gathering.nl/
http://www.myspace.com/andromedadischi

Cambiare un elemento di un gruppo è sempre un momento di svolta. Più un musicista è importante per il suono della sua (ex)band, più sarà difficile sostituirlo. A questo punto, tanto vale cambiare tutto; è stupido insistere facendo finta che non sia cambiato niente ed è più saggio sfruttare la possibilità di un cambiamento di rotta intraprendendo un nuovo percorso artistico.
Come tutti sapete, Anneke ha abbandonato il gruppo che l’ha resa famosa, per dedicarsi alla sua carriera solista. Ma siamo proprio sicuri che siano stati i The Gathering a rendere famosa Anneke e non viceversa? Perché ad ascoltare The West Pole si direbbe che la bilancia del talento pendesse tutta a favore della fascinosa cantante.

Da quanto possiamo ascoltare, i The Gathering non sono d’accordo con quanto affermato in apertura di recensione, non sapremo mai il motivo per cui, cercando una nuova voce, si sono accontentati di una mezza imitatrice di Anneke (e le comparsate di Marcela Bovio e Anne Van Den Hoogen non aiutano di certo a scacciare i fantasmi).

A onor del vero, i ragazzi ci provano anche a mischiare un po’ le carte in tavola, si recupera qua e là il suono di How To Mesure A Planet con le sue aperture ruvide e spaziali ma il tutto alla fine sembra suonare come una versione degli Ozric Tentacles a cui hanno levato la droga (When Trust Become Sound) o peggio ancora come mezzi plagi dei Cocteau Twins (Capital Of Nowhere), in mezzo a questi estremi c’è del rock anche piacevole e alla moda ma che non riesce a lasciare il segno, come se il carisma se ne fosse andato tutto.

Stefano Di Noi

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