[Rock] The Who – Endless Wire (2006)

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Fragments – Man in a purple dress – Mike Post theme – In the ether – Black widow’s eyes – Two thousand years – God speaks of Marty Robbins – It’s not enough – You stand by me; Wire and glass: Sound round – Pick up the peace – Unholy trinity – Trilby’s piano –

Fragments – Man in a purple dress – Mike Post theme – In the ether – Black widow’s eyes – Two thousand years – God speaks of Marty Robbins – It’s not enough – You stand by me; Wire and glass: Sound round – Pick up the peace – Unholy trinity – Trilby’s piano – Endless wire – Fragments of fragment – We got a hit – They made my dream come true – Mirror door – Tea & theatre.

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Mera operazione commerciale o sentito ritorno in ricordo dei tempi che furono e di quelli che, magari, saranno? Queste alcune delle domande che si sono rincorse in questi anni dall’annuncio del ritorno in studio degli Who, o perlomeno di ciò che ne rimaneva. L’attesa, enorme, per il nuovo album col tempo si è così mischiata ai sorrisi sarcastici e alle frasi maliziose della gente e degli addetti ai lavori.
L’uscita del disco ha spiazzato gli scettici, ma anche chi voleva qualsiasi cosa purché inedita. Non solo non mancano elementi di forte continuità col passato, ma l’album è proprio il massimo che potessimo aspettarci da Daltrey e Townshend. L’opera è divisa in due parti, la prima concernente l’ossessione di Mr. Townshend per le reti di comunicazione, internet in particolare, e la seconda, una mini – opera (ebbene sì, ancora), basata su un racconto dello stesso chitarrista. L’inizio rimanda con ironia a Who’s Next e alla fantastica Baba O’ Riley, ma è un artificio che apre ad un pezzo, “Fragments”, con struttura simile agli inediti presenti nel best of del 2004. Poi è il momento di un pezzo quasi alla Dylan (“Man In A Purple Dress”) e della prima canzone tirata dell’album, “Mike Post Theme”, da sentire assolutamente dal vivo. I testi di questa prima parte dell’album rispecchiano i timori di Townshend per una società che avanza tecnologicamente, ma finisce per perdere il lato umano e spesso ricordano le tematiche dei vecchi album del gruppo (“Two Thousand Years” e “You Stand By Me” su tutte). La mini opera “Wire and Glass” parla invece di tre ragazzi di religioni diverse che, realizzando un mega concerto in diretta mondiale, diventano delle super star. La storia è volutamente ambientata in un luogo surreale, a metà tra sogno e realtà, che lascia aperto il finale a più interpretazioni. Bentornati.

L.G.

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