Salmo Death USB

3.5/5
Tanta Roba non si ferma più. “Death USB” è il nuovo disco di Salmo, il secondo solista, e porta la firma della prolifica etichetta capitanata da Guercio e Dj Harsh. Il rapper sardo registra dieci tracce in una settimana e chiude un album potente e aggressivo. L’intera produzione è frutto di un’immaginazione cupa, fortemente condizionata

Tanta Roba non si ferma più. “Death USB” è il nuovo disco di Salmo, il secondo solista, e porta la firma della prolifica etichetta capitanata da Guercio e Dj Harsh. Il rapper sardo registra dieci tracce in una settimana e chiude un album potente e aggressivo. L’intera produzione è frutto di un’immaginazione cupa, fortemente condizionata dal rapporto complicato col sonno. Salmo continua a confondere la notte con il giorno e la sua vita capovolta si trasforma in una brutale fonte d’ispirazione.

Death USB” non ha nulla a che fare con l’hip-hop tradizionale, le basi viaggiano in direzione del metal e dell’hardcore. Le rime sono contagiate da sonorità estreme e da una voce sporca, graffiata. L’artista ospita nel suo lavoro alcuni rappresentanti della scena rap italiana, sia ai piatti che al microfono. Su “Narcoleptic Verses pt1”, ad esempio, si alternano le voci di Primo ed Ensi per uno dei pezzi migliori dell’album. Ma non sono i soli. En?gma (della stessa crew Machete) interviene sul beatbox di Salmo in “Senza”; mentre “Demons to diamons” gira sul mixer di Fritz Da Cat. “Death USB” è una scarica elettrica e l’impatto è immediato in tutti i sensi. Venticinque minuti sono davvero pochi. Peccato.

Riccardo Rapezzi


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