Salmo – The Island Chainsaw Massacre

Salmo The Island Chainsaw Massacre Recensione /5
Che il rap italiano stia attraversando, ormai da molto tempo, un periodo florido sia per quanto riguarda il numero di artisti che si inseriscono ogni anno sulla scena sia per il riscontro che (ma questo è risaputo da tempo) ottiene dagli ascoltatori, contando soprattutto la grande forbice d’età compresa, è indiscutibile. Salmo potrebbe sembrare uno

Che il rap italiano stia attraversando, ormai da molto tempo, un periodo florido sia per quanto riguarda il numero di artisti che si inseriscono ogni anno sulla scena sia per il riscontro che (ma questo è risaputo da tempo) ottiene dagli ascoltatori, contando soprattutto la grande forbice d’età compresa, è indiscutibile.

Salmo potrebbe sembrare uno degli ultimi arrivati, ma la storia è ben diversa; classe ’84, è attivo dal 1997-1998 (quasi in corrispondenza con il periodo della Golden Age del rap in Italia), anno in cui incide strofe su vari tape. L’esordio avviene un paio d’anni dopo con i primi tre demo: “Premeditazione E Dolo“, “Sotto Pelle” del 2004 e “Mr. Antipatia” (il cui titolo ricorda, vagamente, l’ultimo disco prima dell’affermazione di Fabri Fibra, “Mr. Simpatia“) del 2005. Prende parte ad altri progetti musicali spaziando dal rap, al metal ed allo stoner rispettivamente con gli Skasico e i Three Pigs Trip. E’ il primo LP da solista a far circolare il nome di Salmo; spinto da un grande numero di followers sui social network, i video dei singoli estratti da “The Island Chainsaw Massacre“, nell’ordine “Il Senso Dell’Odio“, “Rancho Della Luna“, “Un Dio Personale“, “Yoko Ono” e “L’Erba Di Grace“, ottengono notevole riscontro e permettono al MC di Olbia di continuare a girare l’Italia suonando.

Il disco è compatto ed anche i featuring (En?gma, DJ Slait, El Raton) sono in linea con l’idea che sta dietro al lavoro stesso; il disagio di Salmo emerge in ogni testo, il particolare tono di voce non fa altro che enfatizzare i contenuti di ogni pezzo. Le influenze sono molteplici, grazie soprattutto all’eterogeneo percorso di crescita che lo stesso MC ha avuto sia a livello musicale che culturale, come Salmo stesso afferma in un suo pezzo: “non sapevi che ho un bagaglio culturale così grande che non bastano due station wagon?“. Da “The Island Chainsaw Massacre” è difficile non tirar fuori pezzi degni di nota, anche perché pure gli intermezzi musicali come “DJ Valium” e “Driveway” sono utilissimi nel mantenere la ‘tensione’ nell’ascolto, proprio come succede in un thriller. Su tutte vanno menzionate, oltre ai singoli sopracitati, “La Prima Volta“, “Nella Pancia Dello Squalo” e “Street Drive-In” (bonus track del disco che entrerà a far parte del mixtape di prossima uscita dal titolo “Machete“).

Il sound di “The Island Chainsaw Massacre” è qualcosa di difficilmente già sentito; l’atmosfera generale è ciò che più si distacca dalla ‘normalità’ della scena italiana, basi eterogenee con spunti tratti dal metal, così come dall’elettronica, dalla drum’n’bass e dal rock’n’roll con il grande pregio di non sembrare mai all’orecchio dell’ascoltatore qualcosa di inaccostabile e/o obsoleto.

Un ottimo esordio per una delle rivelazioni del 2011, un artista a tuttotondo ed anche un personaggio capace di catalizzare in breve tempo le attenzioni di migliaia di ascoltatori su di se. L’ascolto è raccomandato a tutti, soprattutto a chi cerca un po’ di novità.

Federico Croci

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