Steela – Un Passo Un Dubbio

Steela Un Passo Un Dubbio /5
Quando vivi con i tuoi genitori la maggior parte delle volte cerchi di ribellarti. Vuoi essere diverso da loro. Cerchi di avere un tuo percorso che si affranchi dalla famiglia. Quando esci di casa molte volte diventi la loro fotocopia, a lungo andare. Gli Steela si sono fatti conoscere per il disco d’esordio “I Livello”,

Quando vivi con i tuoi genitori la maggior parte delle volte cerchi di ribellarti. Vuoi essere diverso da loro. Cerchi di avere un tuo percorso che si affranchi dalla famiglia. Quando esci di casa molte volte diventi la loro fotocopia, a lungo andare.

Gli Steela si sono fatti conoscere per il disco d’esordio “I Livello”, uscito per Casasonica nel 2006. Max Casacci e Madaski, in situazioni diverse li avevano scoperti, notati, apprezzati, aiutati. E hanno sempre ritenuto avessero un quid in più nel panorama reggae nostrano. Vero. Il loro impatto live e le loro canzoni non erano affatto male.

I sei ragazzi salentini arrivano ora al secondo disco, in uscita per On The Road/Universal. Che è un salto verso il futuro (future dub…). Ma sotto sotto un ritorno alla casa madre: Casasonica. Non che nel loro primo disco non ci fossero i germi nelle sonorità electro torinesi tanto care alla famiglia Subsonica. Ma erano germi, appunto. Ora, cambiata l’etichetta, ma mantenuti i due anfitrioni alla produzione e al mixer Casacci e Madaski, il suono è molto più Subsonica di prima. I pezzi sono orientati verso il dancefloor e alcuni anche molto radiofonici. C’è una potente componente dubstep, un suono contemporaneo, in poche parole. Trasformati e rigenerati, con un one step beyond, certo. Ma anche con un sapore di deja vu. Negli undici brani anche due cover, “Two” dei Motel Connection (…) e “Cu’mme” di Roberto Murolo.

Luca Freddi

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