[Synth Pop/Dark] Iamx – Kingdom Of…

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[Synth Pop/Dark] Iamx – Kingdom Of Welcome Addiction (2009)   Nature Of Inviting – Kingdom Of Welcome Addiction – Tear Garden – My Secret Friend – An I For An I – I Am Terrified – Think Of England – The Stupid, The Proud – You Can Be Happy – The Great Shipwreck Of Life

[Synth Pop/Dark] Iamx – Kingdom Of Welcome Addiction (2009)

 

Nature Of Inviting – Kingdom Of Welcome Addiction – Tear Garden – My Secret Friend – An I For An I – I Am Terrified – Think Of England – The Stupid, The Proud – You Can Be Happy – The Great Shipwreck Of Life – Running
 
www.iamx.eu
www.61seconds.de

Ricordavamo Chris Corner dedicarsi al trip – hop con i suoi Sneaker Pimps verso fine anni Novanta. Evidentemente quel genere gli stava stretto, così da qualche anno a questa parte le sue energie sono state interamente rivolte al suo nuovo progetto solista. Con gli Iamx aveva, infatti, già pubblicato due dischi prima di questo “Kingdom Of Welcome Addiction”, terzo capitolo di una saga imbevuta di nostalgia per gli anni Ottanta, le sonorità dark e l’estetica dei dancefloor di ascendenza post – punk.

Un disco che si regge sulla discreta capacità di Corner di sintetizzare il vecchio con il ‘nuovo’, i pionieri dell’elettronica popolare inglese (Depeche Mode, Human League, Soft Cell, ecc.) e i nuovi vati dell’electro – rock (Placebo su tutti). Con un occhio di riguardo per sinuosità dark in chiave New Order e con qualche debito verso i NIN quando le atmosfere si fanno più intense e spigolose. Purtroppo questo accade poche volte nel corso del disco: “Nature Of Inviting” e “An I For An I” sono gli unici brani dove l’ombra di Trent riesce a far capolino. Per il resto Chris decide di mantenere il passo felpato e di orientarsi verso l’ibrido fra il ritornello pop e il ritmo ballabile, eccedendo in arrangiamenti pseudo classici (pianoforte, viole e violini) e corroborando il tutto con l’epica del melodramma britannico alla Muse (la title – track e “Think Of England” parlano chiaro in proposito).

Non stiamo parlando di un brutto disco, anzi. “Kingdom Of Welcome Addiction” ha il potenziale per poter piacere a parecchie persone: da quelli che cercano il ‘romanticismo’ in musica a quelli che preferiscono il pulsare dei bassi in discoteca. Magari con un tocco di esotismo alla plastica (You Can Be Happy). Nel complesso, pare di aver a che fare con dei Ladytron in vena di barocchismi. Il problema è che i barocchismi e gli orpelli finiscono per essere in sovrabbondanza, finendo per togliere nerbo a composizioni che potrebbero valere molto di più. Peccato: il platter resta più che sufficiente, ma in futuro è augurabile che il buon Chris dia di più con il progetto Iamx.

Stefano Masnaghetti

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