The Airborne Toxic Event – All At Once

The Airborne Toxic Event All At Once /5
Finalmente sono tornati i The Airborne Toxic Event. Anche se, finalmente, potrebbe far pensare ad una band che dall’ultimo lavoro, si parla ormai di ben quattro anni fa, si sia resa irraggiungibile ai suoi (ad ora, 105.400) fan ed invece, dal 2008 ad oggi, hanno pubblicato un EP dal titolo “Happiness Is Overrated” (nel 2009,

Finalmente sono tornati i The Airborne Toxic Event.

Anche se, finalmente, potrebbe far pensare ad una band che dall’ultimo lavoro, si parla ormai di ben quattro anni fa, si sia resa irraggiungibile ai suoi (ad ora, 105.400) fan ed invece, dal 2008 ad oggi, hanno pubblicato un EP dal titolo “Happiness Is Overrated” (nel 2009, per Universal) ed un CD/DVD live dal titolo “All I Ever Wanted: Live From Walt Disney Concert Hall” (nel 2010, per Island Records, l’attuale casa discografica). Niente male quindi, per una band che, sino a quel momento, aveva pubblicato un solo disco che, comunque, era riuscito ad arrivare al primo posto nella Top Heatseekers di Billboard.

Riguardo all’ultimo lavoro appare fin troppo facile parlare della qualità delle produzioni; basti pensare che ad aiutare la band californiana si è ‘divertito’ il ‘super-producer hardcore’ Dave Sardy, il quale, in passato, ha lavorato sia come produttore musicale con artisti e band del calibro di Johnny Cash, Jay-Z, Rage Against The Machine, Red Hot Chili Peppers, Band Of Horses, Oasis, Wolfmother e molti altri sia come produttore per colonne sonore di show TV come i Soprano, CSI:NY, The O.C. ed Entourage, oltre che per videogames come Guitar Hero e Rock Band su tutti. Un fuoriclasse del campo che, dal punto di vista musicale e professionale, ha sicuramente dato una marcia in più al lavoro dei The Airborne Toxic Event, i quali, rispetto al lavoro eponimo del 2008 si sono dimostrati molto più maturi a livello di sonorità e contenuti.

Concentrandoci appunto sul contenuto del disco, l’ampio uso delle tastiere e del suono più aggressivo in molte parti è un passo in avanti rispetto al predecessore, ma il tutto ben si intreccia con alcune canzoni acustiche; tornando alla materia prima, ovvero ai pezzi, tutti sono descritti come autobiografici con la sola eccezione di “Welcome To Your Wedding“, chiaro riferimento ai fatti accaduti nel luglio 2008 nel tragico evento nel distretto di Dih Bala. Oltre al singolo “Changing” di cui è stato anche pubblicato un video, pezzi come la title-track, la già citata “Welcome To Your Wedding” e “The Kids Are Ready To Die” sono classiche dimostrazioni dell’alto potenziale della band, costituito sia dalla voce cupa e rude del leader Mikel Jollet ma anche dalla buona dose tecnica degli altri componenti, con l’eclettismo della tuttofare Anna Bullbrook a far voce grossa sugli altri.

Il disco appare quindi fluido, accattivante e soprattutto ben sviluppato, nonostante la presenza di alcuni pezzi che risultano non completamente riusciti rispetto agli alti standard del resto del materiale contenuto in “All At Once“. Si potrebbe parlare quasi del disco della consacrazione per la band di Los Feliz, sicuramente i presupposti e le canzoni ci sono tutte, alcune addirittura strizzano molto l’occhio al mercato di massa, farcite da riff molto catchy e ritornelli pop. Si può parlare sicuramente di un buon viatico per un terzo lavoro ancor più maturo e completo, per ora però non resta altro che godercelo.

Federico Croci

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