The Antlers – Burst Apart

The Antlers Burst Apart /5
Torna la creatura di Peter Silberman, sempre timido e schivo. Sono passati quasi due anni dal disco rivelazione, l’esordio “Hospice”, che gli ha fatto guadagnare molti estimatori tra critica e pubblico. Ovviamente con il secondo disco, immancabilmente, arriva anche un carico da mille di aspettative, mentre molti altri si sfregano le mani sperando fortemente di

Torna la creatura di Peter Silberman, sempre timido e schivo. Sono passati quasi due anni dal disco rivelazione, l’esordio “Hospice”, che gli ha fatto guadagnare molti estimatori tra critica e pubblico. Ovviamente con il secondo disco, immancabilmente, arriva anche un carico da mille di aspettative, mentre molti altri si sfregano le mani sperando fortemente di far innalzare la band nell’hypster musicale.

Per prima cosa bisogna dire che questo nuovo  lavoro degli Antlers non è un concept come il precedente (era la relazione tra un uomo e una malata terminale), ma una semplice raccolta di brani. Il gruppo gioca bene le proprie carte con un disco eterogeneo, collegato con il loro recente passato ma non una carta carbone di quanto già prodotto. In campo ora ci sono un ampio spettro di emozioni portate anche dagli altri componenti.

Rimangono dieci brani catartici, con molti synth e contenuti introversi. Si punta su passaggi distensivi molto soul-pop, atmosfere fluttuanti e anche cadenze trip hop. Sostanzialmente uno psico-dramma meno epico e orchestrale del precedente, ma con più nebbie sintetiche.

Luca Freddi

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