The Crazy Crazy World Of Mr. Rubik Urna Elettorale

The Crazy Crazy World Of Mr. Rubik Urna Elettorale 3.5/5
La copertina con un cassonetto della spazzatura dall’aspetto decisamente malandato con la scritta “Urna Elettorale” non credo lasci metafore al caso o molti sottotesti. La paura di avvicinarsi al secondo disco del gruppo bolognese è quella di entrare, attraverso questa immagine, in una valle di lacrime musicali fatta da testi pieni di solite trite accuse

La copertina con un cassonetto della spazzatura dall’aspetto decisamente malandato con la scritta “Urna Elettorale” non credo lasci metafore al caso o molti sottotesti. La paura di avvicinarsi al secondo disco del gruppo bolognese è quella di entrare, attraverso questa immagine, in una valle di lacrime musicali fatta da testi pieni di solite trite accuse politiche o combat folk avariato dai riferimenti andati. In realtà a due anni dall’esordio di “Are You Crazy Of Crazy Crazy?“, questo nuovo lavoro è un concentrato di ambiguità. Groove tra Africa e rock acido, elettronica, samba, distorsioni metalliche, new wave: praticamente una serie di stanze musicali piene di suoni diversi e obliqui, con un’attitudine anarchica e divertente. Il trio emiliano cerca di raccontare la crisi dell’Italia cantando testi come didascalie soniche cubiste e surreali. Per rafforzare il loro modus operandi, propongono una cover dei CCCP e si può anche ipotizzare che sarebbero potuti essere un gruppo prodotto dall’allora Consorzio Produttori Indipendenti/Dischi del Mulo, come una specie di Ustmamò d’oggi.

Luca Freddi


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