The Fuzztones – Preaching To The Perverted

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A chi, come il sottoscritto, è fissato con il suono del primissimo garage rock, quello di “Nuggets”, gli ultimi mesi stanno regalando parecchie soddisfazioni. Prima, il ritorno dei Morlocks con il bellissimo disco di cover “The Morlocks Play Chess”, e adesso il come back dei Fuzztones in gran spolvero. Per la verità questi ultimi, pur

A chi, come il sottoscritto, è fissato con il suono del primissimo garage rock, quello di “Nuggets”, gli ultimi mesi stanno regalando parecchie soddisfazioni. Prima, il ritorno dei Morlocks con il bellissimo disco di cover “The Morlocks Play Chess”, e adesso il come back dei Fuzztones in gran spolvero. Per la verità questi ultimi, pur nel gran caos di una line-up in continuo sommovimento, non avevano mai lasciato, ma si deve ammettere che la qualità della loro musica, ultimamente, era piuttosto altalenante. Invece “Preaching To The Perverted” sarà in grado di stupire tutti: è un LP composto esclusivamente da inediti scritti da Rudi Protrudi e soci, loro che hanno fatto fortuna tra gli appassionati grazie alle cover; e quasi tutti questi inediti sono straordinariamente buoni.

Che dire d’altro su un loro disco? Che ancora una volta il gruppo si fa alfiere di quella particolare commistione di garage e acid rock oggi quasi del tutto scomparsa. E i riferimenti continuano ad essere le volute fumose create da Seeds, Blues Magoos, 13th Floor Elevators e simili piuttosto che la violenza impegnata degli MC5 o la follia autodistruttiva degli Stooges. Registrazione rigorosamente analogica, fuzz onnipresente e costante uso di un lugubre organetto farfisa, in grado quest’ultimo di trasformare le vibrazioni della Summer of Love in qualcosa di leggermente più oscuro, donano ai 12 brani un sapore antico e affascinante. Emanazioni lisergiche, per parafrasare un loro disco, di quelle a 24 carati. Per divertirsi un po’ si potrebbe giocare a scoprire un po’ di citazioni celate nelle canzoni, e allora verrebbe fuori che “Between The Lines” somiglia, nel chorus, a “Fried Neckbones”, pezzo di Willie Bobo reso famoso da Santana, “Launching Sanity’s Dice” parte con un riff accostabile a quello immortale di “Satisfaction” degli Stones, “Invisibile” pare una crasi fra “Paint It Black” e “Too Much To Dream” degli Electric Prunes, e via discorrendo.

Ma che importa? Riportare in vita il passato è sempre stato lo scopo dei Fuzztones, e pochi hanno la loro classe nel farlo. “Preaching To The Perverted” è una delle loro migliori uscite, così voi pensate semplicemente a perdervi nei meandri dello psych rock di “Set Me Straight”, “This Game Called Girl”, “Lust Pavillon” e “Bound To Please”, e a null’altro.

Stefano Masnaghetti

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