The Lords Of Altamont – Midnight To 666

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Sta passando quasi sotto silenzio l’uscita del nuovo album dei Lords Of Altamont. Pochi ne parlano, nessuno dei grandi magazine musicali ci dedica più di qualche riga (se va bene), la critica ‘che conta’ non lo fila quasi…in ogni caso la band dev’essersi abituata a simile trattamento. Ormai sono più di dieci anni e quattro

Sta passando quasi sotto silenzio l’uscita del nuovo album dei Lords Of Altamont. Pochi ne parlano, nessuno dei grandi magazine musicali ci dedica più di qualche riga (se va bene), la critica ‘che conta’ non lo fila quasi…in ogni caso la band dev’essersi abituata a simile trattamento. Ormai sono più di dieci anni e quattro dischi che Jake “The Preacher” Cavaliere e soci deliziano i pochi fortunati con il loro vintage rock di eccelsa caratura nonostante lo snobismo dei più, e bisogna ammettere che sulle assi del palco le soddisfazioni le hanno avute eccome; suonare insieme a Cramps, Who, Sonics e Motorhead non è da tutti, e pubblicare un disco come “Lords Have Mercy” (2005) neppure. Cavaliere poi ha fatto pure parte per qualche tempo dei Fuzztones; insomma, buon sangue non mente…

Midnight To 666” è un disco eccellente, probabilmente il loro migliore. È anche quello più esaltato e incazzato, quaranta minuti di garage punk Sixties/Seventies sputato in faccia senza alcuna pietà, in cui l’organo ha meno posto rispetto a un tempo (ma è sempre importante), serve soprattutto a dare quel tocco retrò perfettamente in tono con l’ambiente complessivo. Per il resto, è un susseguirsi di numeri di alta classe che pescano a piene mani dalle pepite di Lenny Kaye, come ad esempio “I’m Alive” e “Save Me (From Myself)”, da Sonics e MC5, naturalmente, ma in particolare dagli Stooges; “Gettin High (On My Mystery Plane)” è totalmente modellata sul riffaccio di “Loose”, ma l’interpretazione del quartetto è talmente spiritata e convinta che sembra di stare ascoltando qualcosa di assolutamente nuovo. Si potrebbe tirarla per le lunghe parlando di quanto è perfetta un’apripista come “F.F.T.S.”, che in pochi minuti di chitarre roventi e vocals urlate rende subito l’idea di quello che ci aspetta lungo l’LP, oppure della psichedelia lugubre di “Synanon Kids” (e qui sì che il farfisa la fa da padrone) o del fuzz da manuale che ci accoglie su “You’re Gonna Get There”; ma per dischi così non serve spendere troppe parole, hanno davvero tutto quello che si richiede a un grande lavoro ‘di genere’: passione a mille, conoscenza minuziosa dei classici, persino un pizzico di personalità. Fra i gruppi garage ‘giovani’, solo i Jim Jones Revue possono competere con i Lords Of Altamont. L’unica ingiustizia è il diverso trattamento riservato ai due: portati alla gloria degli altari i primi, trascurati i secondi. I meccanismi del music biz a volte sono imperscrutabili.

Dimenticavo: in “Midnight To 666”, oltre al classico dei The Litter “Action Woman”, è presente anche la cover di un altro classico, “Ain’t It Fun” dei Dead Boys, brano riletto dai Guns N’ Roses sul loro “The Spaghetti Incident”. La versione dei Lords vince a mani basse.

Stefano Masnaghetti

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