The Maccabees Given To The Wild

3/5
Il secondo lavoro in studio, “Wall of Arms” (2009), li ha piazzati nella chart dei dischi più venduti in UK, conquistando anche l’attenzione del pubblico europeo. Un bel biglietto da visita per The Maccabees, giovane band indie rock che inaugura il 2012 con “Given To The Wild”. Un percorso apparentemente intimo e in piena sintonia

Il secondo lavoro in studio, “Wall of Arms” (2009), li ha piazzati nella chart dei dischi più venduti in UK, conquistando anche l’attenzione del pubblico europeo. Un bel biglietto da visita per The Maccabees, giovane band indie rock che inaugura il 2012 con “Given To The Wild”.
Un percorso apparentemente intimo e in piena sintonia con le malinconiche corde del frontman Orlando Weeks. Anche le soluzioni strumentali, di primo impatto, sembrano non voler disturbare. Ma è soltanto la costante di spartiti che cambiano volto in corso d’opera. Tracce sommerse inizialmente da un’atmosfera eterea prendono poi il largo in arrangiamenti più incisivi. In “Slowly One”, per dirne una, l’approccio timido dei primi minuti si lascia travolgere da un’esplosione di note elettriche. Tutt’altra storia in brani come “Pelican”, primo singolo estratto, o “Went Away” in cui la struttura cambia e il ritmo crescente che identificava il resto della tracklist viene accantonato per un impatto immediato.
Il ventaglio musicale adottato è molto ampio e conferma le diverse influenze che hanno ispirato la band durante la registrazione di “Given To the Wild”. I Maccabees, fra tutte, citano Kate Bush, David Bowie e gli Stone Roses.

Riccardo Rapezzi


YouTube

Condividi.