Tom Petty & The Heartbreakers – Hypnotic Eye

Tom Petty & The Heartbreakers - Hypnotic Eye 3.5/5
Tom Petty & The Heartbreakers tornano a quasi quarant'anni dall'inizio di carriera in cima alle classifiche con un disco di rock "old school", chitarre rombanti e tematiche molto attuali.

“Hypnotic Eye” è un disco che guarda indietro guardando avanti. Musicalmente, ricorda più i primi dischi della carriera di Tom Petty, un rock di chitarre sporche e trascinanti, piuttosto che l’avvicinamento al blues di “Mojo”, il penultimo lavoro in studio. Ma non si tratta di nostalgia, Tom Petty & The Heartbreakers hanno alle spalle quarant’anni di carriera e relativa esperienza; il loro è un rock maturo, lontano dai fasti della musica pop commerciale, ma non per questo lontano dalle classifiche: l’album ha debuttato alla prima posizione della classifica statunitense Billboard 200!

“American Dream Plan B” apre il disco: <<Mi farò strada attraverso il mondo, un giorno, non mi importa di quello che chiunque possa dire>> canta Tom Petty mentre le chitarre ruggiscono tra le macerie del sogno americano. Tematica cara a ogni songwriter made in U.S.A., tratta della distanza tra i sogni di gioventù propagandati dalla cultura di massa e le difficoltà della vita reale. “Red River” si apre come un classico pezzo rock stile Petty, con un riff potente della chitarra che si alterna a una voce più delicata e in stile ballad, per poi unirsi nel ritornello. “U Get Me High” e “Power Drunk” sono ottimi esempi – ma se ne potrebbero scegliere anche altri – di come le chitarre siano in rilievo e di rilievo per tutta la durata del disco: le ritmiche sono potenti, invadenti, sporche e distorte. Gli assoli sono invece sottili e taglienti, ottimo culmine musicale dei pezzi. “Full Grown Boy” è un brano più rilassato, e dà spazio a una tastiera, avvicinandosi più alla ballad che all’hard rock. La chitarra solista qui ha toni quasi jazzistici, caratterizzata da un suono ovattato. “Burnt Out Town” aggiunge al mix un’armonica e un insistente pianoforte molto rock’n’roll che perfettamente si uniscono al tripudio di distorsioni. Degna di nota è infine la bonus track “Playing Dumb”, in cui viene toccato il delicato tema della pedofilia tra le fila della Chiesa. <<Potrà anche non essere colpa tua, ma come puoi sapere tutto ciò che sai e andare a dormire?>>; la canzone invita a una presa di coscienza, ad abbandonare l’omertà.

Tom Petty ha passato i sessanta, già da qualche anno, e la sua carriera sfiora i quaranta. Non è stanco di fare musica, buona musica, e questo si capisce fin dal primo ascolto di questo tredicesimo lavoro in studio. Non ha nemmeno paura di dire la sua, che si tratti della musica di oggi (<<Non c’è nulla che venga scritto per un pubblico con più di dodici anni>>; <<«Andare a un concerto di un signore che mette i dischi che altra gente ha suonato? E’ la cosa più stupida del mondo.>>), o della società, sempre più ipnotizzata da monitor e schermi. Insomma, un disco di rock “vecchia scuola”, che non ha nulla di vecchio, ma ha molto di attuale.


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