Two Door Cinema Club Beacon

Two Door Cinema Club Beacon 3.5/5
I tre ragazzotti nordirlandesi (quattro nei live, con la recente aggiunta di un turnista alla batteria) erano certamente tra i ritorni più attesi di questo 2012, dopo il grande successo del loro primo album, “Tourist History” (che fu tra l’altro uno dei primi prodotti della Kitsuné a imporsi nella scena musicale mondiale). Nella primavera di

I tre ragazzotti nordirlandesi (quattro nei live, con la recente aggiunta di un turnista alla batteria) erano certamente tra i ritorni più attesi di questo 2012, dopo il grande successo del loro primo album, “Tourist History” (che fu tra l’altro uno dei primi prodotti della Kitsuné a imporsi nella scena musicale mondiale). Nella primavera di quest’anno gli annunci dell’imminente conclusione delle registrazioni, a giugno l’annuncio della data di uscita, poi i vari live estivi (anche da noi, all’A Perfect Day Festival, dove la band non è stata da meno degli headliner – i The Killers – grazie ad una performance davvero superlativa), e l’uscita del singolo anticipatore “Sleep Alone“, hanno fomentato l’attesa per il nuovo lavoro del gruppo indie-pop. E così ecco che il 3 settembre i Two Door Cinema Club sciolgono ogni riserva e si rimettono in gioco con il loro secondo album in studio, intitolato “Beacon“.

Una cosa che certamente non manca alla band di Bangor è la cura negli arrangiamenti e l’attenzione nella resa dei suoni; una peculiarità musicale già evidenziata dal loro primo lavoro, virtuosamente mantenuta nelle prestazioni dal vivo, e che occupa un posto di prima grandezza anche in questo prodotto. Lo si sente da subito, dall’intro elettronico di “Next Year” che prende, coinvolge, e ci riporta indietro di due anni, a quelle atmosfere electro-pop che hanno fatto la fama del gruppo. Quando però il brano entra nel vivo ecco che i TDCC cambiano le carte in tavola, e danno un segno ben evidente di quello che sarà “Beacon”, nella sua interezza. Il cantato si pone in primo piano rispetto alla parte strumentale, ponendo l’accento sulla melodiosa vocalità di Alex Trimble, a discapito dei caratteristici riff di chitarra e dei ritmi sincopati, marchio di fabbrica del precedente lavoro. Così si presentano molti dei brani più in vista del disco, da “Wake Up” (un brano che ben si accosterebbe ai Temper Trap) al singolone da concerto, “Sleep Alone“; passando per “The World Is Watching“, che si arricchisce della eterea presenza alla voce di Valentina, e la title-track, dalle atmosfere più cupe ed echeggianti. Certe variazioni di stile, in certi casi molto evidenti, potrebbero far storcere il naso ai fan più propriamente filo-danzanti; ma per fortuna “Beacon” non è una conversione, bensì una transizione nel processo creativo di Alex & co. Così, seppur vi sia effettivamente una forte attenuazione complessiva dei ritmi dance, possiamo trovare almeno un paio di brani in cui i Two Door fanno quello che siamo abituati ad ascoltare – e soprattutto, a ballare; tra questi brilla su tutti “Someday“, un pezzo coinvolgente ed esplosivo – assolutamente all’altezza dei vari “Something Good Can Work“, o “Undercover Martyn” –, che di sicuro non farà rimpiangere i bei tempi andati.

Andrea Suverato


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