Uno Non Basta Narciso Dilaga

2.5/5
Quello degli Uno Non Basta è un album di denuncia, di presa di posizione, di scelte; è una critica piena di acredine alla società e di oggi, operata attraverso la vivida descrizione dei personaggi che la popolano. Gli Uno Non Basta si formano perché, come recita il loro nome, Antonio Marcucci da solo non riesce

Quello degli Uno Non Basta è un album di denuncia, di presa di posizione, di scelte; è una critica piena di acredine alla società e di oggi, operata attraverso la vivida descrizione dei personaggi che la popolano. Gli Uno Non Basta si formano perché, come recita il loro nome, Antonio Marcucci da solo non riesce a sviluppare il progetto come desidera, desideroso di concentrarsi solamente sul cantato. Nasce così un gruppo che fa della lingua italiana e dell’elettronica il suo biglietto da visita, ricordando un po’ i primi Subsonica grazie alle basi (che regolarmente accompagnano i pezzi) e ad una batteria pestata e discotecara quasi fino all’eccesso.

Testi e musica, come detto precedentemente, si uniscono a formare canzoni tumultuose, inquiete per natura, che parlano praticamente solo di una società malata, giunta a storture evidenti, ormai impossibili da ignorare. Alcuni versi, come quelli di “Vi ammiro vi uccido”, colpiscono per la loro natura estremamente diretta e perché tristemente veri (“Milioni di contenitori vuoti/invece di una testa/e di un cervello”), altri testi sono più riflessivi e un poco più elaborati (il pezzo “Fuoco al vento” ne è la testimonianza).

Detto ciò, la successiva e principale considerazione che (purtroppo) viene da fare è constatare la presenza di una notevole ripetitività, che appesantisce l’album e lo rende molto meno apprezzabile di quanto potrebbe potenzialmente essere: aver ascoltato un paio di canzoni di “Narciso Dilaga” vuol dire aver ascoltato praticamente tutto, vista la forte mancanza di varietà compositiva, di soluzione ritmiche o melodiche alternative. Il disco degli Uno Non Basta graffia, grida di rabbia e a suo modo scuote le coscienze; resta l’impressione però che lo faccia con troppa poca fantasia, urlando per 12 tracce nell’orecchio di un ascoltatore che se ne potrebbe facilmente stancare.

Marco Bassano

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