[Unplugged] Kiske – Past In Different Ways (2008)

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  You Always Walk Alone – We Got The Right – I Believe – Longing – Your Turn – Kids Of The Century – In The Night – Goin' Home – A Little Time – When The Sinner – Different Ways http://www.michael-kiske.de http://www.frontiers.it Premessa: sono un fan di vecchia data degli Helloween, ho amato tutti


 

You Always Walk Alone – We Got The Right – I Believe – Longing – Your Turn – Kids Of The Century – In The Night – Goin' Home – A Little Time – When The Sinner – Different Ways

http://www.michael-kiske.de
http://www.frontiers.it

Premessa: sono un fan di vecchia data degli Helloween, ho amato tutti gli album che il gruppo ha pubblicato con Kiske alla voce e considero quanto pubblicato successivamente dalle zucche come la discografia di un gruppo omonimo.
Ho persino apprezzato le prime uscite soliste dell'ugola d'oro (beh, solo la prima in effetti), per poi assistere a un lento declino fatto di inutili dischi rock, da parte di quello che aveva lasciato il gruppo perché all'interno non poteva sperimentare.
Ora la resa definitiva e incondizionata: reinterpretare alcuni vecchi brani in chiave acustica. Che a livello artistico non avesse più nulla da dire si era capito da tempo, ma qui siamo a una operazione di una tristezza unica, l'unico modo per scendere più in basso sarebbe (sarà?) la reunion.

Detto tutto questo ero comunque molto curioso di ascoltare il disco, dato che il paniere da cui pescare i brani era eccellente e la voce, quella sì, c'è ancora tutta. Invece anche il più cauto ottimismo viene demolito dal delitto perfetto: la trasformazione dell'happy metal in sad pop, praticamente la pietra filosofale al contrario.
Gli arrangiamenti sono curati e la produzione è buona (pur se troppo rileccata), ma ascoltare questi pezzi rallentati e imbolsiti è una punizione per tutti i fan della vecchia guardia, e un nonsenso per chi non li conosce.
Capi di imputazione vari per l'assassino: l'apertura con i due pezzi più deboli della pietra miliare “Keeper… part 2”, il massacro dei brani già arrangiati in maniera eccellente su “Chamaleon”, la generale mancanza di intensità e di convinzione dall'inizio alla fine.
Veramente una sofferenza arrivare in fondo: l'alternativa è tra brani snaturati e svuotati di senso, e altri già in origine acustici che risultano fin troppo vicini all'originale, però peggiorati.
Insomma l'unico che dimostra di essere “passato in maniere diverse” è lo stesso Kiske, al momento non vedo come possa risollevare la sua carriera musicale, se non finalmente andando a cantare in qualche gruppo dove la musica la scrivano altri pensando al suo timbro unico.

S.R. 

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