Yes – Fly From Here

Yes-Fly-From-Here-2011 /5
Il ritorno degli Yes? Senza il cantante Jon Anderson? Difficile da digerire: il sostituto Benoit David è competente ma rimane un clone da cover band. Questo disco è stato architettato dal chitarrista Steve Howe, in combutta con lo storico produttore Trevor Horn (quello dei Buggles e Frankie Goes To Hollywood, già collaboratore degli Yes nei

Il ritorno degli Yes? Senza il cantante Jon Anderson? Difficile da digerire: il sostituto Benoit David è competente ma rimane un clone da cover band. Questo disco è stato architettato dal chitarrista Steve Howe, in combutta con lo storico produttore Trevor Horn (quello dei Buggles e Frankie Goes To Hollywood, già collaboratore degli Yes nei primi ’80). La produzione di Horn spinge ovviamente il sound sul materiale più commerciale dei primi ’80, anche se strizza l’occhio al periodo più progressive con la lunga suite che dà il titolo al disco.
Suoni quindi solari e corposi, con voce e tastiere in evidenza. Anche se la chitarra di Howe non è certo al primo posto nel mix, rimane la protagonista: nonostante la veneranda età, ancora cerca di mettersi in gioco con gusto e classe (soprattutto con passaggi di chitarra classica). L’album è formalmente fatto bene ma ha davvero ben poco mordente: manca l’atmosfera dei tempi d’oro e la componente più pop è abbastanza ripetitiva. Una sorta di illusione ben confezionata per avere qualcosa degli Yes, ma non è il ‘real deal’.

Marco Brambilla

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