Youarehere Primavera

Youarehere Primavera 3.5/5
Tra pochissimo torneranno a Roma al solito Circolo degli Artisti, e invito tutti ad andare, in particolare gli amanti dell’elettronica trasognante ed eterea: lo faccio sulla base dell’ascolto di “Primavera“, EP di sei tracce pubblicate allo scopo di offrire una succosa anteprima di quel che sarà il secondo album della band, evidentemente un buon passo

Tra pochissimo torneranno a Roma al solito Circolo degli Artisti, e invito tutti ad andare, in particolare gli amanti dell’elettronica trasognante ed eterea: lo faccio sulla base dell’ascolto di “Primavera“, EP di sei tracce pubblicate allo scopo di offrire una succosa anteprima di quel che sarà il secondo album della band, evidentemente un buon passo avanti rispetto al precedente “As When The Fall Leaves Trees“.

Stiamo parlando degli Youarehere, band tutta italiana, come potete intuire solo dai nomi dei componenti, ovvero Andrea Di Carlo, Claudio Del Proposto e Patrizio Piastra. Certo, siamo alle porte dell’autunno, e il risveglio dal letargo invernale suggerito dall’open track “Rest” potrebbe risultare un po’ fuori mood, ma la musica gioca con l’elusività del suono, la sua inafferrabilità, e per quanto mi riguarda il beat rarefatto dell’intro apre uno squarcio dolente godibile in tutte le stagioni. Anzi, a dirla tutta il melanconico e riverberato timbro vocale mi inspira una pallida e sfocata dolcezza tipicamente invernale – le linee vocali ricordano un po’ troppo Yorke però – e la glacialità dei synth di “December” mi levano definitivamente d’impaccio.

Sono soprattutto i ritmi, spezzati e ossessivi, a giustificare la matrice elettronica: è evidente in “About Me“, che dà spazio all’anima dance della band. Badando esclusivamente agli arrangiamenti e ai suoni dreamy, in particolare dei piano synth, è più facile individuare la tangenza con altri generi affini, come il post-rock, il trip-hop inquieto e di qualità e movenze melodiche ipnotiche à la French Teen Idol, e in parte alla Amycanbe – curiosa la coincidenza dell’idea dietro i nomi delle due band italiane, no?

Le luci si affievoliscono sul finale, e il breve tempo dell’EP evita ridondanze inutili, rimandando la chiusura dei conti al disco vero e proprio. Una piacevole scoperta. Non resta che vederli alla prova del live, il 20 settembre per Roma e dintorni.

Cristian Ciccone


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