Con il loro settimo album in studio “Global Flatline”, gli Aborted tornano sotto le luci della ribalta. La formazione belga è stata vittima negli scorsi anni di uno stravolgimento totale di line up – fatta eccezione per il cantante Sven de Caluwé. Grazie al cielo, tutti questi cambiamenti non hanno abbattuto la band, anzi sembrano averle dato nuova energia. “Global Flatline” è una bomba nucleare che scoppia nelle orecchie, 44 minuti zeppi di riff aggressivi e in cui risalta la voce del frontman, più gutturale e aggressiva che mai. I primi due estratti dall’album, in ordine cronologico la titletrack e “Источник Болезни (The Origin Of Disease)”, sono un esempio della potenza di cui sono capaci i belgi, caratteristica che ha fatto sì che diventassero una delle band di riferimento nella nuova scena death. Il ritmo rallenta (si fa per dire, ovviamente) con “Expurgation Euphoria”, dove a farla da padrona è la melodia. Dire che in questo disco gli Aborted regalino sorprese non corrisponderebbe alla realtà, ma questo full length ha tutte le carte in regola per essere apprezzato dagli amanti del deathgrind.