Anastacia – Resurrection

anastacia-resurrection-recensione 2/5
Un disco noioso e melenso, la cui unica nota positiva rimane la voce di Anastacia.

Mi è stato chiesto di fare il nuovo di Anastacia, e tirando su Spotify mi sono accorto che dopo il buon “Heavy Rotation” (2008) la bionda aveva pubblicato anche un disco di cover rock. Un raccoltone da Autogrill con una playlist uscita dalla media più media di Virgin Radio, eppure in fondo più divertente dell’ultimo, melenso, “Resurrection”. Amore incondizionato per la tenace Anastacia, come persona, vincitrice di tante terribili battaglie, ma l’ultimo disco è proprio proprio una palla. Una spruzzata di elettronica poco ispirata e poi tanti vocalizzi e strillate alla Pausini. Non è sexy, non è sinuoso, mancano i pezzacci. La sua voce non accenna a calare però, e questa è la notizia più bella.


Condividi.