Attack Attack! This Means War

3/5
Gli Attack Attack! tornano con “This Means War“. Breakdown esasperati, un po’ di tastierina sintetizzata, growl e ritornelli puliti e melodicissimi. Detto così non fa un gran effetto vero, soprattutto perchè parliamo di roba che oramai mostra la corda da anni, tuttavia se ascoltato senza alcuna pretesa il nuovo Attack Attack! risulta anche piacevole. La

Gli Attack Attack! tornano con “This Means War“. Breakdown esasperati, un po’ di tastierina sintetizzata, growl e ritornelli puliti e melodicissimi. Detto così non fa un gran effetto vero, soprattutto perchè parliamo di roba che oramai mostra la corda da anni, tuttavia se ascoltato senza alcuna pretesa il nuovo Attack Attack! risulta anche piacevole. La band dell’Ohio spara il disco all’11 di Billboard (mica poco) e prosegue l’ascesa nel mondo metal dei più giovani capitanati da Asking Alexandria e soci, sparando il proprio metalcore (per alcuni oramai si parla di electrocore o peggio di crabcore, cercatevi su Youtube qualche video e collassate) a un buon livello, con una produzione incisiva e una serie di pezzi che alla lunga tendono un po’ tutti ad assomigliarsi troppo (benchè alla fine la caratteristica del genere è anche questa).
Degna di nota la perfomance vocale di Caleb Shomo, vocalist classe ’92 (novantadue santo dio…), abile a switchare tra registri opposti e giocare sui campionatori (cfr. “The Reality”) senza però annacquare quello che resta un impatto chitarristico di tutto rispetto. Non vi cambierà la vita ma è un ascolto consigliato se nelle vostre coordinate si rintracciano le caratteristiche di cui alla seconda riga.


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