Babyshambles Sequel To The Prequel

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Il risultato è buono ma poco affine all'immagine di una band tipicamente euforica, caratterizzata dagli eccessi.

Il titolo dell’album del ritorno dei Babyshambles, “Sequel to the prequel”, spiega già perfettamente tutto. La band di Pete Doherty, su iniziativa del bassista Drew McConnell, riavvolge il nastro, cancella ogni deterioramento artistico e umano e riparte dall’indie e dal brit. Le dodici tracce che compongo il terzo LP della band londinese sono il frutto di un’inedita collaborazione tra il frontman e McDonnell, che per la prima volta ha deciso di rispolverare il suo songwriting fino ad allora oscurato dall’esuberanza di Doherty.

Il risultato è buono ma poco affine all’immagine di una band tipicamente euforica, caratterizzata dagli eccessi. Il brano di apertura “Fireman” e la ballata “Nothing compares to nothing” ricordano gli slanci creativi dello scorso decennio, ma per il resto l’ex-Libertines appare addomesticato e il suo entusiasmo smorzato dalla voglia di mantere un equilibrio rispettoso degli altri tre musicisti. Una sorta di mea culpa per le bufere degli anni passati, che ci lascia in dono un album ben confezionato, ma dalla scarsa energia cinetica.


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