Biagio Antonacci Sapessi Dire No

3.5/5
Biagio Antonacci con “Sapessi Dire No” si libera almeno in parte di quelle sonorità pacate e ripetitive che sentiamo da troppi anni. L’idea sarebbe quella di tornare ai tempi andatissimi e oramai dimenticati de “Il Mucchio“, per lo meno nelle intenzioni. Il rock c’è solo a sprazzi ma tutto sommato “Sapessi Dire No” è indubbiamente

Biagio Antonacci con “Sapessi Dire No” si libera almeno in parte di quelle sonorità pacate e ripetitive che sentiamo da troppi anni. L’idea sarebbe quella di tornare ai tempi andatissimi e oramai dimenticati de “Il Mucchio“, per lo meno nelle intenzioni. Il rock c’è solo a sprazzi ma tutto sommato “Sapessi Dire No” è indubbiamente il miglior lavoro di Biagio Antonacci dai tempi di “Mi Fai Stare Bene“, per lo meno se apprezzate un cantautore che è stato capace di fare ottima musica anche su ritmi diversi dalla ballata romantica piuttosto scontata.

Ovvio, ci sono ancora alcune canzoni già sentite troppe volte (“Qui” e “Dimenticarti è Poco” per esempio) o insipide, ma la vitalità retrò di “Dormi Nel Cuore” e la moderna opener “Insieme Finire“, il pop-rock(ettino) di “Con Infinito Onore” e “Naturale“, il buon lento d’autoreSono Stato Innamorato” e la quasi funkSola Mai” regalano guizzi di classe che stavamo dimenticando Biagio possedesse.

Ritorno vario e convincente quindi, finalmente sembra che Antonacci voglia dimostrare di essere molto più che quell’autore ordinario e adagiato sugli allori (in studio, non certo dal vivo dove la sua vitalità è ancora notevole) che “Vicky Love” ci aveva lasciato. Meno male.

Paolo Sisa


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