Biohazard Reborn In Defiance

2.5/5
Era molto atteso il ritorno dei Biohazard. “Reborn In Defiance” riporta Bobby Hambel in line-up ma è anche l’album di addio (momentaneo? permanente?) di Seinfeld, che ha lasciato la band poco dopo il termine delle registrazioni. Detto questo il disco è quanto ci si potrebbe aspettare dai Biohazard, ovvero attitudine, impatto, velocità, chorus da gang

Era molto atteso il ritorno dei Biohazard. “Reborn In Defiance” riporta Bobby Hambel in line-up ma è anche l’album di addio (momentaneo? permanente?) di Seinfeld, che ha lasciato la band poco dopo il termine delle registrazioni. Detto questo il disco è quanto ci si potrebbe aspettare dai Biohazard, ovvero attitudine, impatto, velocità, chorus da gang e via dicendo. Il problema è che alla lunga i brani che rimangono davvero impressi sono pochi. Certo, la band di Graziadei ha già scritto la storia a suo tempo, ma i momenti più interessanti alla fine sono quelli più cadenzati e lontani dalla velocità forsennata di “Vengeance Is Mine” e “Reborn“: “Vows Of Redemption” è pesantissima nel suo incedere crossoveriano e “You Were Wrong” è quasi intimista (per quanto possa esserlo un disco hardcore), mentre “Skullcrusher” è probabilmente quella col groove migliore (benchè sia nella parte finale di setlist). Un lavoro sufficiente ma che aggiunge (e toglie) pochissimo a quanto già detto da una band leggendaria.


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