Cavalera Conspiracy – Blunt Force Trauma

cavalera conspiracy blunt force trauma recensione /5
Non mi sono mai strappato i (pochi) capelli per il fenomeno Cavalera Conspiracy già dai tempi di Inflikted, debutto uscito tre anni fa: siamo di fronte ad una band onesta, con brani confezionati ad hoc per il target medio e niente più. Blunt Force Trauma non si discosta di molto da quelle direttive già tracciate:


Non mi sono mai strappato i (pochi) capelli per il fenomeno Cavalera Conspiracy già dai tempi di Inflikted, debutto uscito tre anni fa: siamo di fronte ad una band onesta, con brani confezionati ad hoc per il target medio e niente più.

Blunt Force Trauma non si discosta di molto da quelle direttive già tracciate: le canzoni sono costruite attorno alle parti più hardcore dei Soulfly, con tanto di eccellente lavoro alla chitarra di Marc Rizzo, e una batteria triggerata che non è capace di emergere, penalizzata da suoni non all’altezza. I brani annoiano già da subito, grazie anche alla natura non proprio “originale” degli stessi; anche la collaborazione con Roger Miret (Agnostic Front) su Lynch Mob parte bene ma è sfruttata male. Tasselli che, uniti uno ad uno, confermano il fatto che il progetto, tolto l’effetto sorpresa della mezza reunion, non ha più senso.

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