Cesare Picco Piano Calling

Cesare Picco Piano Calling Recensione 3.5/5
La musica come strumento comunicativo. Un po’ come il codice morse. Il linguaggio utilizzato da Cesare Picco nel suo nuovo album “Piano Calling” è quello dei tasti del pianoforte, che sono di volta in volta piegati alle esigenze espressive delle quattordici tracce dell’album, ma nella loro precisione rimandano alla funzionalità di un vero e proprio

La musica come strumento comunicativo. Un po’ come il codice morse. Il linguaggio utilizzato da Cesare Picco nel suo nuovo album “Piano Calling” è quello dei tasti del pianoforte, che sono di volta in volta piegati alle esigenze espressive delle quattordici tracce dell’album, ma nella loro precisione rimandano alla funzionalità di un vero e proprio codice, per l’appunto. C’è un che di ipnotico, nelle ripetizioni e variazioni del piano di Picco, ma non si tratta certo di un album per così dire da sottofondo: dall’apertura con “Hope Code” alla chiusura di “Hymn to Earth”, passando per gli ottimi “Runaway” e “Miyuki the Angel”, è anzi necessaria una certa attenzione per cogliere appieno le sfumature dei brani. È quindi possibile definire “Piano Calling” un disco “da degustazione”. Per chiudere, una nota relativa al design: l’artwork dell’album è curato dal noto calligrafista Luca Barcellona.

Marco Agustoni


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