Cryptopsy Cryptopsy

Cryptopsy – Cryptopsy 3/5
Avevano bisogno di tornare a fare death metal di quello cazzuto i Cryptopsy. Persi via tra scarsa ispirazione e cambi dietro al microfono casuali, i Nostri non imbroccavano un disco da più di dieci anni. “Cryptopsy” è un buon tuffo nel passato, un sunto molto efficace di cosa hanno rappresentato questi ultra talentuosi Canadesi nella

Avevano bisogno di tornare a fare death metal di quello cazzuto i Cryptopsy. Persi via tra scarsa ispirazione e cambi dietro al microfono casuali, i Nostri non imbroccavano un disco da più di dieci anni. “Cryptopsy” è un buon tuffo nel passato, un sunto molto efficace di cosa hanno rappresentato questi ultra talentuosi Canadesi nella seconda metà degli anni novanta, quando incisero “None So Vile”, lavoro eccellente di death metal stratecnico e devastante. Molti elementi contenuti nel nuovo album sono mutuati da quel periodo, l’opener “Two-Pound Torch” e l’incredibile “Red-Skinned Scapegoat”  sono gli episodi migliori del platter. Il resto è interessante ma solo per chi non conosce le composizioni precedenti del gruppo guidato dall’ottimo batterista Flo Mounier. Buono per chi vuole roba intricatissima e con un gusto abbastanza retrò. Nulla di fondamentale per chi conosce bene la band, tuttavia si parla sempre della migliore release dei Nostri dal 2000 a oggi, quindi l’ascolto è tutto sommato consigliato.


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