Deathstars – The Perfect Cult

deathstars-the-perfect-cult-recensione 3/5
I Deathstars puntano sul lato pop orecchiabile della loro proposta e imbroccano qualche pezzo.

Non mi nascondo dietro ad un dito: anni fa diedi parecchi giri a “Termination Bliss” dei Deathstars, perché incredibilmente
tamarro e darkoglamogoticativo. Il cantante quando dice ‘Come here’ sembra Skorpion di Mortal Kombat, dai. C’era pure una sana curiosità di vederli dal vivo… E quando capitò finì che il cantante sparò una sorta di invettiva su Ozzy Osbourne, invitandolo a leccare la passera alla moglie. Così l’interesse scemò.
A distanza di anni fa piacere vederli ancora attivi e, ancora più ruffiani del solito, puntare con questo “The Perfect Cult” sul lato pop orecchiabile della loro proposta (c’è un brano che all’inizio sembra “Dark Horse” di Katy Perry). Perché Dio mi fulmini se questi sono in grado di tirar su un riff per davvero. Questa è la loro dimensione migliore, di aspetto falso metallo e melodie che fanno gola agli europei (siamo a livello di Nightwish, per dire). Hanno imbroccato un po’ di pezzi, quindi quando il ritmo rimane su il disco è godibile, anche se è da dieci anni che fanno sempre la stessa roba.


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