Egypt Central – White Rabbit

egypt central white rabbit 2011 review /5
Il loro debutto aveva illuso parecchi ascoltatori di alternative nel ‘lontano’ 2008. Il secondo disco degli Egypt Central è un concept abbastanza lineare, “White Rabbit” e vari temi di morte, cocaina e demoni interni si susseguono in brani non esattamente ispirati e troppo (troppo) piatti, nonostante l’abbondante cura dedicata a produzione e booklet interno. L’identità

Il loro debutto aveva illuso parecchi ascoltatori di alternative nel ‘lontano’ 2008. Il secondo disco degli Egypt Central è un concept abbastanza lineare, “White Rabbit” e vari temi di morte, cocaina e demoni interni si susseguono in brani non esattamente ispirati e troppo (troppo) piatti, nonostante l’abbondante cura dedicata a produzione e booklet interno. L’identità che seppur derivativa emergeva dalle clamorose “Taking You Down” e “You Make Me Sick” viene abbandonata per assimilarsi il più possibile al gusto attuale americano per il modern rock e l’alternative. Non basta un anthem come “Kick A- -” (tra l’altro terribilmente simile ai Saliva degli ultimi tristi tempi) o parecchia melodia gradevole ad alzare il tiro di un album che passa senza lasciar traccia. Paradossalmente sono i momenti più pacati a risultare più interessanti (“Enemy Inside Pt.2” e “Dying To Leave”) di una titletrack energica ma prevedibile. Non un brutto lavoro ma troppo anonimo per differenziarsi in una scena sempre più inflazionata, di certo le radio mainstream rock d’oltreoceano apprezzeranno.

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